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Te la sei cercata !

“La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”

Te la sei cercata !

Bentornati nello spazio dedicato alla sicurezza.

Violence is the last refuge of the incompetent.” Ovvero: “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”, questa è la famosa frase di Salvor Hardin, primo sindaco di Terminus e fondatore del culto dello Scientismo nel Romanzo “Fondazione” di Isaac Asimov.

Leggere il romanzo permette di capire cosa si intende per incapace (incompetent): una persona che non riesce a tenere sotto controllo la propria emotività (rabbia e paura in particolare) e, di conseguenza perde il controllo della situazione. Pochi condottieri saprebbero mantenere la calma del sindaco Hardin mentre una potenza ostile li dichiarasse prigionieri di stato durante l’attacco a sorpresa lanciato contro la patria di tale prigioniero.

Non chiediamo tanta freddezza, competenza e capacità a tutti, ma almeno una base di autocontrollo sì. Quella base di autocontrollo che permetta di non cedere alle proprie pulsioni più becere, di rispettare chi abbiamo davanti, di vivere in armonia con tutte le altre persone.

“La violentata è salita lungo la stradina sterrata verso il castello e si è incautamente fermata a fare foto della piazza. Così è stata comodamente aggredita e violentata, visto il rumore che copriva l'aggressione. In poche parole, se l'è cercata.” Queste le parole di un consigliere comunale italiano, del nord Italia (giusto per fugare le accuse di “medioevalismo neoborbonico” del sud Italia).

Giusto: fermarsi a fotografare la piazza illuminata dai fuochi artificiali che festeggiano il nuovo anno è evidentemente uno strumento per adescare poveri ometti incapaci di contenere le proprie becere pulsioni. Se l’è cercata! Per il 24% dei rappresentanti del sesso “forte”, la causa del comportamento dei violentatori sta nei panni esageratamente succinti delle vittime. Dati ISTAT, novembre 2019. Per quasi il 40% della popolazione, una donna è in grado di sottrarsi ad un rapporto sessuale, se non consenziente. Per il 15%, se una donna ha fatto uso di alcol o droghe, la colpa è, almeno in parte, sua.

Se l’è cercata!

“Era facile amarla perché era una bella emiliana simpatica e prosperosa come solo sanno esserlo le donne emiliane. Grande in cucina e grande a letto. Il massimo che in Emilia si chiede a una donna” Giorgio Carbone, Libero, 5 dicembre.

Il massimo che in Emilia si chiede ad una donna: non serve altro infatti. In particolare, non serve ricordare che Leonilde Iotti (di cui tratta la citazione) è stata la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera. Carica che peraltro ha ricoperto per 13 anni, ineguagliata ad oggi dai colleghi. Perché quello che passa è solo che sia stata l’amante di Palmiro Togliatti. Grande in cucine e grande a letto.

Se l’è cercata!

Perché ancora accade, al giorno d’oggi, che un’insegnante di scuola secondaria, trovi scarabocchi sul diario di uno studente. Diario preso per scrivere una nota di condotta.

Capita, al giorno d’oggi, che il diario venga sfogliato – se l’è cercata! – e che tra gli scarabocchi emergano “maschi” che “confondono le linee di Mirò” (Gianna Nannini), ovvero rappresentazioni di potenza maschile, graffiti del terzo millennio, come tanti se ne trovano “disegnati sui metrò” (sempre Nannini), simboli priapici, tra il propiziatorio e la pasquinata.

Se l’è cercata!

Capita, al giorno d’oggi, che un personaggio pubblico, diventato famoso come adamitico intervistatore, si permetta di commentare una pop star in questo modo: “Se vado a una festa e una viene vestita così dico ‘chi è ‘sto puttanun? Come si è introiata’.  Questa ragazzina è a quattro zampe, in ginocchio, impecorata che muove il culo“, e rilanci sostenendo che la società: stia imputtanendo» le figlie (non le sue nello specifico, ma in generale nell’idea paterna). «Ma non è possibile sia legale, che una per cantare una canzone si metta a quattro zampe, vestita da mignotta e muova il culo”, il tutto al mattino, su una radio pubblica. Come se non fosse stato lui un chiaro esempio dell’uso provocatorio del corpo.

Se l’è cercata!

E capita che un’insegnante, di fronte a questo indegno spettacolo, accantoni completamente le motivazioni della nota e si lanci in una filippica contro questa becera rappresentazione, fino a sostenere che trovare un uomo violento sarebbe normale per chi si esprime in questo modo.

Se l’è cercata!

Onestamente sarebbe facile attaccare questa insegnante. Troppo facile. Ed invece è anche lei una vittima, vittima di una cultura ipocrita e benpensante che vorrebbe coprire persino le gambe dei tavoli per mantenere la decenza, ma ammicca a tutte le pubblicità che adescano l’uomo con espliciti richiami. Una cultura che urla parità e quote rosa, ma non è in grado di accettare che i discorsi da spogliatoio possano avvenire anche nello spogliatoio femminile.

Educazione, ecco cosa serve. Educazione alla parità: ovvero al fatto che uomini e donne sono identici nelle loro differenze. Identici, perché hanno gli stessi diritti, gli stessi doveri, la stessa necessità di rispettarsi reciprocamente. E differenti, perché non necessariamente quello che uno dei due desidera è il desiderio anche dell’altro, ed è necessario saper accettare questa differenza.

Altrimenti torneremo a dire che lo stupro non è stupro perché lei aveva bevuto. O perché portava i jeans, che sono difficili da togliere.

No, amici, abbiamo bisogno di educarci. Di essere educati. Al rispetto, all’affetto. Ed alla comprensione di quelle differenze che ci rendono al fondo così interessanti l’uno per l’altra.

Aspetto sempre commenti e considerazioni, se volete, all’indirizzo michele.donati.sicurezza@gmail.com.

Auguro a tutti una settimana sine cura.

 


Michele Donati

venerdì 10 gennaio 2020