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Il Napoli è Campione d'Italia per la terza volta: ecco la ricetta del successo partenopeo

Il Napoli di Luciano Spalletti ha vinto il campionato di Serie A, dominando in lungo e in largo sia sul terreno di gioco che a livello dirigenziale

Il Napoli è Campione d'Italia per la terza volta: ecco la ricetta del successo partenopeo

Da 33 anni, il Napoli stava aspettando questo momento: il suo, quello del suo popolo e della gente che respira calcio visceralmente, indipendentemente dalla marginale fede calcistica.

Il pareggio contro l’Udinese ha formalizzato una festa già annunciata, corona ideale della leggendaria corsa portata a termine degli uomini di Luciano Spalletti. Il condottiero italiano, mai valorizzato dal caso e da avversari tutt’altro che abbordabili, ha ritagliato il suo nome nella storia del calcio italiano, che mai fino a ora gli aveva reso sufficientemente omaggio.

Oggi, invece, tutto sembra essere al posto giusto. Il Napoli è campione d’Italia per la terza volta, nello stadio ribattezzato in nome di “Diego Armando Maradona” e durante la stagione che ha visto salire sul tetto del mondo proprio l’Argentina di Lionel Messi, erede designato del Pibe de Oro che, come la leggenda napoletana, ha potuto incidere le sue iniziali sul trofeo più prestigioso.

 

La ricetta di Giuntoli: le cessioni

Il club partenopeo deve la sua scalata a un minuzioso lavoro tecnico e dirigenziale, che ha visto alleggerire la rosa da ingaggi pesanti e da calciatori - forse - assuefatti dalle precedenti delusioni sportive. Il grande architetto del successo azzurro è senz’altro Cristiano Giuntoli, brillante direttore fiorentino che ha accompagnato alla porta (su tutti) Insigne, Mertens, Ghoulam e Ospina, svincolatisi durante l’estate 2022 e detentori di importantissimi stipendi. Le cessioni, però, non si sono limitate ai parametri zero: la città campana è stata abbandonata anche da Kalidou Koulibaly - in direzione Chelsea per 38 milioni di euro - e Fabian Ruiz, ceduto al Paris Saint Germain in cambio di 23 milioni di euro.

 

La costruzione dei top player e l’indispensabile lavoro di scouting

Non solo cessioni: a Napoli, infatti, sono arrivati calciatori inediti, fuori dai radar dei grandi club e che sono stati in grado di valorizzare l’idea di gioco di Luciano Spalletti.

Il primo tra i nomi? Khvicha Kvaratskhelia.

L’acrobata georgiano, prelevato dalla Dinamo Batuni in cambio di 13,3 milioni di euro, ha raccolto il pesantissimo testimone di Lorenzo Insigne, riuscendo addirittura ad accaparrarsi il nomignolo “Kwaradona” e a insediarsi tra i migliori interpreti del ruolo in tutto il panorama mondiale. Con lui, hanno raggiunto la Campania - per esempio - anche Raspadori, acquistato dal Sassuolo per 35 milioni di euro e Giovanni Simeone, giunto dall’Hellas Verona in cambio di 12 milioni di euro.In difesa è invece approdato Min-jae Kim, acquistato dal Fenerbahce per 20 milioni di euro e che non ha mai fatto rimpiangere il colosso Koulibaly.


Mattia Siboni

giovedì 4 maggio 2023

ARGOMENTI:     napoli serie a