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22 febbraio 2021

Michele Minisci racconta la storia del Festival delle Voci Nuove di Castrocaro

Il primo talent show della musica italiana

In attesa che prenda il via il Festival di Sanremo, in versione rimaneggiata a causa dell’emergenza Covid, Michele Minisci, giornalista freelance e già direttore del Naima jazz club, racconta nel suo nuovo libro “Castrocaro-Sanremo. Solo andata” (Capire Edizioni) la storia del Festival Voci Nuove di Castrocaro, il fratellino minore del più blasonato festival della città dei fiori (chi vinceva a Castrocaro, infatti, a partire dal 1962, aveva accesso di diritto a Sanremo).

Marco Viroli
 
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26 gennaio 2021

Dante Alighieri e San Pellegrino Laziosi: due figure di primo piano, da Forlì al resto del mondo

Settima tappa dell'itinerario sulle tracce di Dante a Forlì a cura di Marco Viroli e Gabriele Zelli

Durante i suoi soggiorni forlivesi, Dante Alighieri ebbe certamente modo di visitare la Basilica di Santa Maria dei Servi con il suo splendido portale e di conoscere Pellegrino Laziosi, non ancora santo, coetaneo del Sommo Poeta poiché nato anch’egli nel 1265.
Pellegrino Laziosi, compatrono della città, è considerato il santo più famoso e venerato dell'Ordine dei Serviti. Nacque nel 1265, al numero 15 dell’attuale via Giovita Lazzarini, nella cosiddetta “città vecchia”, dove oggi una lapide individua quella che fu la sua casa natale:
SALUTI REVERENTE IL POPOLO / LA CASA IN CUI ALL’ITALIA AL MONDO / PELLEGRINO LAZIOSI / TUMULANTI LE FAZIONI UMANE / NACQUE GHIBELLINO E SANTO. / I FORLIVESI AL CONCITTADINO / I SERVI DI MARIA AL CONFRATELLO / 27 DICEMBRE 1951
 

Marco Viroli
 
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25 gennaio 2021

Il campanile di San Mercuriale: un monumento unico che desta stupore

Sesta tappa dell'itinerario sulle tracce di Dante a Forlì a cura di Marco Viroli e Gabriele Zelli

Alla destra dell’Abbazia s’innalza il campanile di tipo lombardo, isolato rispetto alla struttura dell'edificio. Completato nel 1180 su disegno di Francesco Deddi (XII secolo), fu realizzato da mastro Aliotto, come riporta una piccola lapide in latino, posta sul lato della piazza.
Proviamo a immaginare al grande stupore che, nell’Alto Medioevo e ai tempi di Dante, alla visione anche dalla distanza del campanile doveva cogliere chi giungeva a Forlì. Una costruzione possente che ben rappresentava l’importanza e la ricchezza della Congregazione Vallombrosana, la comunità di monaci benedettini fondata da San Giovanni Gualberto (985 - 1073) nel 1039.

 

Marco Viroli
 
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24 gennaio 2021

Quando Dante ammirò la lunetta di San Mercuriale

Quinta tappa dell'itinerario sulle tracce di Dante a Forlì a cura di Marco Viroli e Gabriele Zelli

In questo itinerario vale la pena soffermarsi di fronte alla facciata dell’Abbazia di San Mercuriale che, insieme al Campanile e al Chiostro dei Vallombrosiani, sorge sul lato orientale di piazza Saffi. Si tratta di un unico complesso la cui attuale fisionomia è il risultato di susseguenti trasformazioni avvenute nel corso dei secoli.
Durante i lavori di restauro posteriori alla Seconda Guerra mondiale si decise di operare in modo da ripristinare le forme trecentesche, riconosciute come parti originali della chiesa, a discapito di tutte quelle strutture che erano state edificate in epoche successive. La chiesa fu pertanto liberata dall'impianto neoclassico settecentesco, abbattendo mura, capitelli e colonne.

 

Marco Viroli
 
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23 gennaio 2021

Il sanguinoso mucchio: quando i forlivesi sconfissero l'esercito papalino

Quarta tappa dell'itinerario sulle tracce di Dante a Forlì a cura di Marco Viroli e Gabriele Zelli

Nel 1302 a pochi passi dal ponte del Pane, in quello che oggi è il centro della città di Forlì, si innalzava la Chiesa di San Guglielmo, poi di San Crispino, citata come esistente già nel 1170 nell'atto di donazione da parte del vescovo Alessandro all'abate Enrico di San Mercuriale. Si trovava nei pressi del Palazzo Comunale, attigua alla piazzetta San Crispino, alla quale ha dato nome.
Tra il Ponte del Pane e il Ponte dei Cavalieri si trova il cosiddetto Ponte Buio, corrispondente all’attuale loggiato del Palazzo del Comune. La facciata della residenza signorile fu fatta avanzare dagli Ordelaffi dopo la metà del XV secolo. Bisogna perciò immaginare che, ai tempi di Dante, il Canale di Ravaldino scorresse a cielo aperto, lambendo il palazzo in cui gli Ordelaffi si sarebbero trasferiti solo agli inizi del Quattrocento.

 

Marco Viroli
 
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22 gennaio 2021

La Chiesa e il Convento di San Francesco Grande

Sulla sinistra della facciata del Duomo di Forlì, troviamo piazza Ordelaffi sulla quale domina il Palazzo Piazza Paulucci o della Prefettura. Poco più a destra, all'inizio di via delle Torri,…
 

21 gennaio 2021

Dante Alighieri ospite della famiglia Ordelaffi

Tornando su corso Garibaldi e proseguendo in direzione del centro, passati i numerosi palazzi nobiliari tra i quali spicca Palazzo Gaddi, si giunge a Palazzo Albicini. Questo edificio dalla facciata…
 

20 gennaio 2021

La Contrada florentina ai tempi di Dante

Arrivati a Porta Schiavonia occorre ricordare che a poca distanza esiste tuttora una strada chiamata via Curte che mantiene all’incirca la stessa conformazione che aveva ai tempi di Dante, essendo…
 

18 gennaio 2021

Sulle tracce di Dante a Forlì

Con la prima uscita di Diogene del 2021, anno delle celebrazioni del settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta, diamo avvio alla pubblicazione dell’itinerario dantesco forlivese redatto da Marco Viroli…
 

17 dicembre 2020

Diogene Books ha pubblicato “L’Inferno di Jacopo”

Il 2021 è l’anno delle celebrazioni del settecentesimo anniversario dalla morte di Dante Alighieri. Una ricorrenza molto sentita in tutto il Paese ma specialmente in Romagna, dove il poeta fiorentino…
 
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