Spettacolo brillante con Marina Massironi e con l’arpa di Monica Micheli, per la regia di Massimo Navone. Uno sguardo inedito, ironico e intelligente sulle eroine del melodramma, capace di aprire divertenti e amari cortocircuiti con l’attualità. Se a raccontarci la vicenda di Otello è William Shakespeare, è una tragedia. Se la racconta in musica Giuseppe Verdi, diventa un grande melodramma. Ma quando a raccontarla è un’attrice brillante e versatile come Marina Massironi, la fosca storia del Moro di Venezia si trasforma in un’esilarante cavalcata fra passioni, intrighi e gelosie che attraversano il Cinquecento e l’Ottocento per arrivare, con pungente ironia, fino ai nostri giorni. Attraverso parole, musica e una narrazione ricca di ritmo e umorismo, lo spettacolo propone un originale punto di vista al femminile sulle eroine dell’opera lirica, ribaltando prospettive e interrogando il presente con leggerezza e intelligenza. Per un’ora e mezza il pubblico sarà accompagnato in un viaggio tra letteratura, opera e attualità, dove risate e riflessioni si intrecciano fino a una conclusione tanto semplice quanto potente. Alla domanda “Ma che razza di Otello?” c’è in fondo una sola risposta, quella di Albert Einstein: “Razza: umana”.