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Trent'anni fa, a seguito di un drammatico incidente, veniva a mancare Fabio Camerani, il creatore del giornale Diogene.

Trent'anni fa, a seguito di un drammatico incidente, veniva a mancare Fabio Camerani, il creatore del giornale Diogene.

Grande umanità e intelligenza viva e scomoda (come hanno scritto di lui) lo caratterizzavano. Era sicuramente anticonformista, sarcastico nei giudizi, irriverente, ma non cinico. Aveva un'apparenza scanzonata, indifferente all'accuratezza piccolo borghese, ma dopo pochi minuti con lui, tutto passava in secondo piano e prendeva il sopravvento la sua saggezza, la sua ironia, la sua umanità, la sua generosità. La redazione di Diogene lo ricorda con affetto e con rimpianto.

Pubblichiamo un ricordo di Vico Zanetti, suo collega e amico.

Sono passati 30 anni, Fabio. E mi manchi. Grazie per avermi insegnato a fare un giornale, grazie per aver sopportato uno che, nonostante fosse giovane e impreparato, era un po' saputello. Mi ricordo ancora quando ci incontrammo da Giovanna, nel suo studio grafico. Tu con un improbabile montgomery blu, una taglia più piccola, pantaloni a vita bassa involontaria, scarpe perennemente con i laccetti sciolti. Non c'eravamo mai visti, e tu mi dicesti: "Andiamo a fare un giornale sul Mistfest di Cattolica". Io pensai che tu fossi pazzo. Poi ti ho conosciuto meglio. Peccato, quel giornale non l'abbiamo fatto, ma qualcosa sì. Il primo giornale a colori di annunci, ad esempio. Una rete che univa da Imola a Cesena con Forlì e Ravenna nella pubblicità... Un sacco di discussioni, di lavoro, di politica. Ricordo quando da uno dei tuoi migliori clienti comprasti una giacca fighettissima, di Henry Lloyd, rischiando l'infarto alla scoperta del prezzo. E riducendola ad uno straccio in poco tempo. Mi ricordo le immense chiacchierate prima in via Cantoni, poi in via Palazzola, tra lavoro e politica. Mi ricordo la giornata in montagna con i cavalli, da un mio amico a Piavola, la gita a Venezia, una scusa per andare al casinò, con una giacca che ti prestai io, la volta che ti regalai 10 volumi di antologia di Rinascita mi hai risposto che avevi la collezione completa. Non avresti speso centomila lire per un vestito o per una macchina, ma per i libri...  quante fiere mi hai portato a vedere... e quanto sapevi essere ironico, nonostante la tua innata serietà. Chissà cosa diresti tu, comunista per davvero, oggi del partito, di come ci siamo ridotti, di quante poche speranze ci siano per le nuove generazioni. Mi chiedo quanto saresti arrabbiato. E quante mangiate, tipo al Ferrovecchio, l'ultima osteria forlivese. E della tua macchina, una Fiesta, trasformata in un contenitore di pellicole da stampa, libri, giornali, appunti... Tutto finito con una telefonata. Fabio ha avuto un incidente. E io che chiedo in che ospedale è, e la risposta non c'è più, è morto. Se è vero, che la vita dei morti è nel ricordo dei vivi, per me oggi sei ancora con noi, per quello che mi hai dato.

Ah, poi, dopo, ho scoperto che tante persone avevano ricevuto un aiuto da te. Non ti ho scordato io, non ti ha scordato nessuno di chi ti ha conosciuto. Hasta siempre, compagno. E un abbraccio anche a Oriella, Marco e Alberica, che non vedo da anni.

In rete su Fabio si trova poco. Nel 1996 non si usavano. C'era qualcosa sul suo impegno alle Feste de L'Unità da cui ho scoperto che avevi un soprannome, Fagiolo, che non sopportavi. Ma non lo ritrovo più. E queste righe che raccontano molto di te.

Ivan Simonini, classe ’49, direttore delle Edizioni del Girasole, ha dedicato la sua vita agli studi danteschi. Come mai ci ha messo così tanto a scriverlo? «Sono fatto così, devo macinare. L’interesse per la storia della città e dei suoi grandi protagonisti l’ho coltivato fin da giovane. Ho cominciato a scrivere attorno ai 35 anni. Non l’avrei mai fatto se Fabio Camerani non m’avesse forzato a scrivere per la pagina culturale della Pulce cinque cartelle a settimana. I materiali sono stati poi raccolti ne “La basilica degli specchi”, dove c’era già un capitolo intitolato “In Paradiso un arredo di mosaici”».

Ecco un pezzo di Fabio è qui. Faceva crescere gli altri, e questo non è da tutti…

                                                          Vico Zanetti


Redazione Diogene

venerdì 23 gennaio 2026

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