Attraversando quei corpi: Moro e Pasolini, i fantasmi della nostra Storia
1969/1989 - dalla strage di Piazza Fontana al crollo del Muro di Berlino
Un progetto a cura di Fabrizio Gifuni, realizzato da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Cineteca di Bologna,in collaborazione con Sala Truffaut di Modena.
Attraversando quei corpi: Moro e Pasolini, i fantasmi della nostra Storia è il progetto speciale ideato e curato dall’attore e regista Fabrizio Gifuni, realizzato da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e Cineteca di Bologna in collaborazione con Sala Truffaut di Modena, che si svilupperà tra Bologna e Modena dal 30 marzo al 10 maggio, attraversando teatro, cinema e riflessione pubblica.
Il progetto, appositamente ideato da Gifuni per ERT e Cineteca, mette in dialogo il linguaggio teatrale e quello cinematografico: i due spettacoli a cui Fabrizio Gifuni ha dedicato negli anni una parte centrale del proprio lavoro - Il male dei ricci - Ragazzi di vita e altre visioni, dedicato al corpo poetico e politico di Pier Paolo Pasolini, e Con il vostro irridente silenzio - Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro - in scena al Teatro Storchi di Modena dal 15 al 19 aprile e all’Arena del Sole di Bologna dal 6 al 10 maggio, saranno accompagnati da un’articolata rassegna cinematografica e un ciclo di incontri che coinvolge storici, giornalisti, registi e scrittori, testimoni dell’epoca.
Due spettacoli teatrali, otto incontri e dodici film - 4 documentari e 8 opere di finzione - proiettati al Cinema Modernissimo di Bologna e alla Sala Truffaut di Modena, costruiscono un percorso di visione e riflessione sugli anni Settanta e Ottanta, prima e dopo Moro e Pasolini.
«I corpi insepolti di Pier Paolo Pasolini e Aldo Moro occupano da circa mezzo secolo il palcoscenico della nostra storia di ombre - scrive Fabrizio Gifuni. Corpi fantasmatici, politici, poetici, simbolici, capaci di irradiare campi magnetici potentissimi che a distanza di 50 anni continuano ancora a scuoterci, a interrogarci. C’è un prima e c’è un dopo Moro e Pasolini. Scavalcati quei corpi, diversamente insepolti, su cui un intero Paese continua inesorabilmente a inciampare, è come se si oltrepassasse un’invisibile linea di confine per entrare, passo dopo passo, in una nuova epoca, in una nuova Italia, in un nuovo mondo. Quella linea invisibile, con il passare degli anni, ha assunto, in maniera sempre più nitida, le sembianze di una faglia sismica, all’interno della quale sono sprofondate molte cose, prima fra tutte la nostra capacità di ricordare.
Cancellando le tracce, tutto sembra confondersi in un eterno presente. Si cancellano gli intrighi, i crimini, le guerre. Anche la vecchiaia va cancellata e con lei la morte. Per questo, ogni nuovo giorno, sembra sia possibile dire e fare tutto e il contrario di tutto, senza dover rendere conto a nessuno.
Il teatro e il cinema, piazze aperte sulla polis, con il loro potere immaginifico, possono costituire ancora un argine e un antidoto a questo danno di sistema, capaci come sono di riportare in vita, nel buio della sala, ombre e fantasmi della nostra Storia. Giocando seriamente con il nostro passato, il nostro presente e persino con il futuro. È per questo che il Potere ha paura del cinema e diffida del teatro. Perché ha sempre il timore che lo spettacolo si trasformi in quella trappola per topi ideata da Amleto per smascherare i crimini del Re assassino. È per questo che ogni regime tenta, dalla notte dei tempi, di controllare il teatro e di imbrigliare il cinema o, in caso contrario, di rendergli la vita difficile togliendogli l’aria».
Il programma si inaugura lunedì 30 marzo al Cinema Modernissimo di Bologna dove avrà luogo l’incontro ’70/’80, l’Italia cambia volto con il giornalista Enrico Deaglio e Fabrizio Gifuni, seguito dalla proiezione del documentario 12 dicembre (1972) di Pier Paolo Pasolini e del regista Giovanni Bonfanti.
Il giorno successivo, martedì 31, il focus prosegue con l’incontro Trame atlantiche, eversione nera e Loggia P2, con lo storico e saggista Miguel Gotor e Fabrizio Gifuni, a cui segue la proiezione Romanzo di una strage (2012) di Marco Tullio Giordana.
Mercoledì 1° aprile il calendario si divide fra le due città: alla Sala Truffaut di Modena la proiezione del film Il tempo che ci vuole (2024) di Francesca Comencini, seguita dall’incontro Padri e figlie, la funzione (anti) politica dell’eroina a cavallo degli anni ‘70/’80, con la regista e sceneggiatrice Francesca Comencini e Fabrizio Gifuni. Nella stessa giornata al Modernissimo il lungometraggio Caro papà (1979) di Dino Risi.
Giovedì 2 è dedicato al cinema di Gianni Amelio, con la proiezione Colpire al cuore (1982) al Modernissimo.
Il progetto si sposta in palcoscenico: al Teatro Storchi di Modena i due spettacoli Il male dei ricci - Ragazzi di vita e altre visioni dal 15 al 17 aprile, e Con il vostro irridente silenzio - Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro, il 18 e 19 aprile.
Il percorso prosegue lunedì 20 al Cinema Modernissimo con la proiezione del documentario Toni, mio padre (2025) di Anna Negri, seguita dall’incontro Padri e figlie, i “cocci degli anni Settanta”, un’eredità difficile da gestire, con la regista Anna Negri e Fabrizio Gifuni. Nei giorni successivi, martedì 21 e mercoledì 22 sempre al Modernissimo, il cinema affronta il tema del potere e del terrorismo con Un eroe borghese (1995) di Michele Placido e Il caso Moro (1986) di Giuseppe Ferrara.
Al Modernissimo lunedì 27, l’incontro Il Memoriale di Aldo Moro, il grande rimosso con Miguel Gotor, il giornalista e saggista Marco Damilano e Fabrizio Gifuni, seguito dalla proiezione di Todo modo (1976) di Elio Petri. Martedì 28 si resta al Modernissimo per l’incontro dedicato a La strage di Bologna, con la scrittrice Benedetta Tobagi, il saggista e avvocato Andrea Speranzoni e Fabrizio Gifuni, seguito dal documentario Un solo errore - Bologna 2 agosto 1980 (2012) di Matteo Pasi. Nella stessa giornata alla Sala Truffaut un incontro con Miguel Gotor L’omicidio di Piersanti Mattarella e a seguire il film Todo modo (1976) di Elio Petri.
Il programma prosegue mercoledì 29 al Modernissimo con l’incontro La lunga notte dell’idroscalo, dedicato all’omicidio di Pier Paolo Pasolini, con il Consigliere del Senato Daniele Piccione e Fabrizio Gifuni, seguito dalla proiezione del documentario Pasolini, prossimo nostro (2006) di Giuseppe Bertolucci. Giovedì 30 al Modernissimo, è in programma la maratona di Esterno notte (2022) di Marco Bellocchio, che chiude simbolicamente il percorso cinematografico. L’intero progetto Attraversando quei corpi: Moro e Pasolini, i fantasmi della nostra Storia si conclude con i due spettacoli, questa volta al Teatro Arena del Sole di Bologna: dal 6 all’8 maggio Il male dei ricci - Ragazzi di vita e altre visioni e il 9 e 10 maggio Con il vostro irridente silenzio - Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro.
Foto di studio Musacchio, Ianniello & Pasqualini: Con il vostro irridente silenzio.
Redazione Diogene
venerdì 6 febbraio 2026