Dante rivive alla Fondazione “Tito Balestra”
Un viaggio tra rarità, scoperte e memorie senza tempo
Mercoledì 25 marzo 2026, alle ore 21.00, presso la Fondazione “Tito Balestra” nel castello di Longiano, in occasione del “Dantedì”, ha avuto luogo l’inaugurazione della nuova sezione museale “Memorie dantesche della Donazione Giuseppe Angelucci” allestita nella sala dell’Arengo e comprendente rarità bibliografiche e memorie dantesche di eccezionale valore, tra cui un’edizione della Divina Commedia del 1542 e incisioni di Luigi Nuti su disegno di John Flaxman, oltre a numerose edizioni ottocentesche e dei primi del Novecento e documenti storici legati ai centenari danteschi.
Sono intervenuti il Sindaco di Longiano Mauro Graziano, la Consigliera regionale Francesca Lucchi, la Presidente della Sez. FIDAPA di Cesena Maria Teresa Blokar, alla presenza del Vicesindaco di Ravenna Eugenio Fusignani, il Direttore della Fondazione Flaminio Balestra ha guidato i numerosi presenti alla nuova sezione dantesca, mentre lo studioso Andrea Antonioli ha parlato delle collezioni donate da Angelucci e della vicenda di Paolo e Francesca, con il progetto multidisciplinare, tratto dal volume dall’omonimo titolo, che ha coinvolto 38 Comuni italiani, nonché numerosi Enti e Istituzioni culturali e sociali sia italiani che stranieri.
L’iniziativa, promossa dalla Fondazione “Tito Balestra” e dal Centro Studi Olim Flaminia, si è articolata in diversi momenti e, oltre all’inaugurazione della mostra e alla relazione di Antonioli sono stati proiettati un documentario video-storytelling realizzato da Stefano Caranti e Andrea Antonioli, una videopoesia di Maria Gabriella Conti con la regia di Stefano Caranti e la voce narrante di Angioletta Masiero.
La vicenda degli innamorati più celebri della letteratura romantica mondiale ha recentemente conosciuto una svolta grazie alle ricerche e agli studi inediti di Andrea Antonioli, confluiti nel volume Paolo e Francesca. Amanti per l’eternità, che ha già ottenuto numerosi prestigiosi premi letterari nazionali e internazionali. L’autore cesenate ha illustrato le sue scoperte, tra cui l’identificazione – dopo 750 anni – della famiglia materna di Francesca da Rimini, un dettaglio di straordinaria rilevanza storica che apre nuovi scenari sul legame tra la stessa Francesca e Dante, rivelatosi molto più profondo di quanto finora ritenuto. Tali rivelazioni trovano sorprendenti riscontri non solo nel V canto dell’Inferno, con le sue implicazioni ontologiche, ma anche in altri canti dell’Inferno e del Paradiso.
Redazione Diogene
martedì 31 marzo 2026