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Tre domande a Paola Casara

Tre domande a Paola Casara

L’Emilia Romagna ha dato il benvenuto al mese di febbraio in zona gialla. Una boccata d’ossigeno che aspettavano soprattutto i titolari di quelle attività che nei mesi scorsi hanno risentito maggiormente delle restrizioni anti-covid. Da metà gennaio anche le scuole superiori hanno respirato una parvenza di normalità, con il rientro in presenza degli studenti al 50%. Sulle iniziative per sostenere la ripresa economica del territorio e il monitoraggio sulla sicurezza nelle aule, abbiamo fatto il punto con Paola Casara, assessore alle politiche per l’impresa, servizi educativi, scuola e formazione del Comune di Forlì.  

Quali strumenti sono stati attivati per dare respiro alle imprese?

 

Lo stop dei mesi scorsi ha creato grossi problemi ad alcune categorie in particolare, come i pubblici esercizi. Il Comune di Forlì si è attivato per dare sollievo alle attività più in sofferenza con un bando per l’erogazione di contributi a fondo perduto, frutto di un lavoro di concertazione con la Camera di Commercio e le associazioni di categoria. Il bando, per il quale il Comune aveva stanziato 600mila euro, si è chiuso il 31 gennaio: sono pervenute oltre 300 domande. Inoltre, siamo intenti a un’opera di mappatura dei nostri sportelli, per capire le tempistiche di risposta alle imprese che si rivolgono al Comune e velocizzare i passaggi. Sempre nell’ottica della semplificazione, siamo impegnati nella revisione di tutti i regolamenti: a metà gennaio è stato approvato in Consiglio Comunale il nuovo Regolamento su impianti pubblicitari e pubbliche affissioni, riscritto di concerto con gli operatori del settore.

 

Come sta andando la ripresa in presenza delle scuole superiori?

 

La ripartenza al 50%, che ho seguito insieme a Prefettura, Provincia, Polizia Municipale, Start Romagna e Trenitalia, sta funzionando bene. Con la Polizia Municipale ci sentiamo giornalmente per il monitoraggio della situazione. Il vero luogo di criticità sono i tragitti verso gli istituti e le pensiline, ma al momento sono stati messi in campo mezzi adeguati per la frequenza al 75%, quindi non ci sono problemi di sovraffollamento delle corse. Per ovviare al problema dell’eccessiva concentrazione di studenti alla discesa dell’autobus, sono state chiuse alcune aree di parcheggio per permettere ai ragazzi di sostare in sicurezza, ad esempio nei pressi del Liceo scientifico e dell’Istituto Matteucci.

 

Si può lavorare con uno sguardo che vada oltre la pandemia?

 

Da un anno a questa parte, gli sforzi sono stati per lo più assorbiti dall’emergenza. Ciononostante, lo sguardo deve andare verso la programmazione futura, con progetti e azioni per promuovere la crescita. La fase più delicata sarà la ripresa, che ci vedrà impegnati nella creazione di un territorio attrattivo e dinamico. Forlì ha già caratteristiche che ne fanno un centro di eccellenza, come l’aeroporto e la facoltà di Medicina e non è isolata a livello di infrastrutture: ecco perché ci sono imprese che scelgono di investire qui. Per parlare di futuro, occorre creare sinergie forti tra scuola, imprese, università e mondo della formazione, perché i giovani possano trovare possibilità ed essere una risorsa sul territorio.


Laura Bertozzi

lunedì 8 febbraio 2021