Tre domande a Niccolò Colli
Non è solo una questione di muscoli o di record: per Niccolò Colli, forlivese di 25 anni, il CrossFit è diventato una scuola di vita. Dietro ogni allenamento, ogni gara, ogni traguardo raggiunto c’è un percorso fatto di disciplina, passione e fede in Dio — tre pilastri che guidano ogni sua giornata. Atleta professionista con esperienze in competizioni europee e mondiali, Niccolò ha scoperto il CrossFit dieci anni fa, trovando in questa disciplina la perfetta unione tra sfida fisica e crescita interiore. Parallelamente, si è avvicinato alla fede, che gli ha insegnato a dare un senso più profondo allo sport e alla vita. Oggi è il fondatore di due palestre di CrossFit, dove mette la sua esperienza al servizio di chi vuole migliorarsi, dentro e fuori dal box.
In che modo la tua fede in Gesù ha cambiato il tuo approccio alla preparazione atletica e alla competizione?
La fede in Dio ha cambiato profondamente il mio modo di vivere lo sport. Prima cercavo soddisfazione nei risultati e nel riconoscimento, ma anche vincendo sentivo che mancava qualcosa. Oggi, grazie a Gesù, affido tutto a Lui — l’allenamento, la fatica, la gara — e questo mi dona serenità. Non affronto più le sfide con ansia, perché so che il mio valore non dipende da una medaglia, ma da come vivo ciò che faccio, con fiducia e gratitudine. Allenare il corpo è importante, ma allenare il cuore lo è ancora di più: ogni giorno diventa un’occasione per crescere.
Puoi raccontarci un momento specifico in cui hai sentito la presenza di Cristo nella tua vita quotidiana o nelle sfide sportive?
Qualche mese fa mi sono infortunato alla spalla, una lesione parziale al sovraspinato. Per me è stato un colpo duro, perché non ero abituato a fermarmi né ad affrontare un infortunio così serio. In passato avrei vissuto una situazione del genere come qualcosa di negativo, quasi come un fallimento. Ma oggi, grazie alla fede, ho imparato a guardare le cose con occhi diversi. Credo che anche questo momento possa essere usato da Cristo per il mio bene. Riflettendo, mi sono accorto che da tempo desideravo migliorare la mia parte aerobica nel CrossFit… e proprio questo infortunio mi ha costretto a farlo. Ora corro, uso il vogatore, mi alleno in modo diverso. È come se Gesù mi avesse detto: “Fermati un attimo, guarisci, ma approfitta di questo tempo per crescere ancora.” E così sto facendo. Oggi vedo questa prova non come una sfortuna, ma come una benedizione travestita, un’occasione per crescere e rafforzare non solo il corpo, ma anche la mia fede.
Come vivi oggi la tua carriera e che messaggio vorresti trasmettere a chi ti segue?
Oggi non vedo più la mia carriera come una corsa contro il tempo, ma come un cammino di crescita. Cerco ogni giorno di migliorarmi e di aiutare gli altri a fare lo stesso. Ho ricevuto tanto nella vita, e questo mi spinge a restituire, a donare quello che posso in termini di esempio, incoraggiamento e sostegno. Se è volontà di Dio che io arrivi in alto, accadrà: io continuo semplicemente a fare la mia parte, con impegno, serenità e gratitudine. Ora gareggio per Lui, non più solo per me stesso. Ho capito che la vera realizzazione non sta in ciò che conquistiamo, ma in chi diventiamo lungo la strada e in quanto amore e valore riusciamo a donare agli altri.
Emanuele Bandini
martedì 18 novembre 2025