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Tre domande a Antonio Sotgia

Tre domande a Antonio Sotgia

Fondato nel 1999, Teatro delle Forchette APS è un punto di riferimento culturale a Forlì e in regione. Qui il teatro non è solo spettacolo: è crescita, dialogo e inclusione. Tra laboratori, formazione e produzioni originali, artisti, educatori e pubblico condividono esperienze partecipative che uniscono scena e comunità. Gli spettacoli mescolano teatro di ricerca e sociale, affrontando temi culturali ed educativi. A guidare tutto c’è Antonio Sotgia, presidente, artista ed educatore, che vede il teatro come strumento di trasformazione sociale ed educativa, capace di coinvolgere e rafforzare il legame con la comunità.

Antonio, gestite la programmazione di tre teatri diversi. Quali sono le differenze tra i territori e come adattate l’offerta culturale?

Ogni territorio ha la sua identità e programmare in tre comuni diversi significa ascoltare pubblici con gusti ed esigenze particolari. A Rocca San Casciano il teatro è parte della vita cittadina: qui puntiamo su prosa popolare, commedie e spettacoli che rafforzano il senso di comunità. A Forlimpopoli, al Teatro Verdi, il pubblico è più vario e curioso: proponiamo teatro contemporaneo, danza, musica e progetti educativi che uniscono sperimentazione e accessibilità. A Predappio cerchiamo di offrire una programmazione moderna e stimolante, con drammaturgie contemporanee, nuove compagnie e progetti per scuole, giovani e famiglie. In pratica, nessun cartellone “fotocopia”: ogni teatro ha la sua personalità, e il nostro obiettivo è far sentire ogni comunità protagonista di un’esperienza teatrale unica.

Teatr’Ok per i giovanissimi e The Theatre triennale: qual è il filo pedagogico che unisce la vostra offerta formativa?

Il filo che unisce Teatr’Ok e The Theatre è mettere la persona al centro, indipendentemente dall’età, dalle fragilità o dai talenti. In entrambi i percorsi il teatro non è mai solo tecnica: è uno spazio sicuro in cui crescere, ascoltarsi, scoprire le proprie risorse e allenare empatia e coraggio. Teatr’Ok, rivolto a bambini e adolescenti, punta su gioco, movimento, fantasia e relazione, aiutando i ragazzi a trovare la propria voce e a trasformare l’immaginazione in racconto scenico. The Theatre, dedicato a giovani adulti e adulti, approfondisce gli stessi principi con uno studio più strutturato di tecnica, personaggio, drammaturgia e costruzione scenica, senza perdere di vista l’aspetto umano: corpo, voce, emozione e presenza scenica restano centrali.

Guardando al futuro, quali novità prevedete per il Teatro delle Forchette e l’Accademia The Theatre?

Per il Teatro delle Forchette vogliamo consolidare la nostra identità di presidio culturale, ampliando collaborazioni e creando nuovi spazi per produzione, formazione e ricerca artistica, aperti a giovani, compagnie emergenti e contaminazioni artistiche. Per l’Accademia The Theatre puntiamo a rafforzare il triennio con moduli avanzati e un quarto anno creativo, oltre a nuovi corsi paralleli e collaborazioni interdisciplinari con musica, danza e arti visive. L’obiettivo è una rete territoriale stabile che metta al centro il ruolo sociale della cultura e investa nelle nuove generazioni. In breve: più spazi, più formazione, più collaborazioni e un teatro che sia luogo di partecipazione e crescita collettiva.

 

 


Emanuele Bandini

venerdì 28 novembre 2025