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In libreria Dell’amore, della vita e di ciò che resta" la mia nuova raccolta di poesie

Prima presentazione sabato 7 novembre, alle ore 17, alla Fabbrica delle Candele di Forlì.

In libreria Dell’amore, della vita e di ciò che resta" la mia nuova raccolta di poesie

Un viaggio tra sentimenti, memoria e tempo che passa, ma anche una dichiarazione d’amore alla vita.

Che cosa resta degli amori vissuti, delle persone incontrate, delle passioni coltivate, dei sogni inseguiti e delle stagioni attraversate? E quanto rimane ancora da vivere, da amare e da raccontare? Sono alcune delle domande che accompagnano Dell’amore, della vita e di ciò che resta, la mia nuova raccolta poetica, pubblicata dalla Società Editrice Il Ponte Vecchio nella collana «Alma poesis».

 

Chi legge abitualmente questa rubrica sa che mentelocale è uno spazio nel quale racconto storie, luoghi, persone, libri e iniziative culturali. Questa volta, però, chiedo ai lettori di concedermi una piccola eccezione: vorrei parlare di un libro che ho scritto io.

Si intitola Dell’amore, della vita e di ciò che resta ed è la mia nuova raccolta di poesie, che presenterò per la prima volta sabato 7 novembre, alle ore 17, alla Fabbrica delle Candele di Forlì.

Confesso che non è semplice raccontare un proprio libro. Soprattutto quando si tratta di poesie, perché inevitabilmente ci si mette a nudo, si consegnano agli altri pensieri, sentimenti e ricordi che appartengono alla sfera più intima della propria esistenza.

Che cosa resta degli amori vissuti, delle persone incontrate, delle passioni coltivate, dei sogni inseguiti e delle stagioni attraversate? E soprattutto, quanto rimane ancora da vivere, da amare e da raccontare? Sono domande che mi accompagnano da tempo e che hanno trovato spazio nelle pagine di questa raccolta.

 

Il libro nasce dal desiderio di voltarmi indietro, di fare i conti con il tempo e con le esperienze che hanno segnato la mia vita. Ma non vorrei che il titolo fosse interpretato soltanto in chiave malinconica, come se si trattasse di un inventario di ciò che è andato perduto.

Partendo da un bilancio della vita vissuta, con questo libro voglio affermare che ho ancora molto da vivere, da dare, da amare e da raccontare. Perché ciò che resta non è soltanto quello che il tempo ci ha lasciato, ma anche tutto quello che la vita può ancora offrirci.

Invecchiare è un privilegio che non viene concesso a tutti. E credo che il modo migliore per onorarlo sia continuare a vivere intensamente, senza smettere di amare, di emozionarsi e di guardare avanti.

 

La raccolta si articola in sei parti e attraversa i territori dell’amore, della memoria, dell’assenza, della quotidianità e del rapporto con il tempo. Al centro trovano spazio due sezioni dedicate al sentimento amoroso, che continua a vivere anche attraverso il ricordo, confrontandosi con la perdita, il dolore e il desiderio di trattenere ciò che sembra destinato a svanire.

Non spetta naturalmente a me esprimere giudizi sul valore di queste poesie. Preferisco affidarmi alle parole di Roberto Casalini, che nella presentazione del volume ne individua il tentativo di raccontare senza infingimenti le passioni e le contraddizioni dell’esistenza, cercando una verità personale attraverso le immagini e le parole.

 

È il mio quinto libro di poesie, dopo Se incontrassi oggi l’amore (2003), Il mio amore è un'isola (2004), Nessun motivo per essere felice (2007) e Canzoni d’amore e di funambolismo, uscito nel 2021. Nel frattempo ho scritto soprattutto di storia, di Forlì, della Romagna e dei personaggi che ne hanno attraversato i secoli con particolare riferimento al XV e XVI secolo.

Scrivere di storia significa cercare di ricostruire ciò che è accaduto, interrogare le fonti, inseguire le tracce lasciate dagli uomini e dalle donne del passato. La poesia, invece, mi permette di cercare risposte a domande più personali, alle quali spesso non so rispondere nemmeno io.

 

Non considero Dell’amore, della vita e di ciò che resta un libro di congedi. Semmai, un dialogo tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora essere. Un modo per riconoscere il valore del cammino percorso senza rinunciare alla curiosità per quello che mi aspetta. 

Sabato 7 novembre, alle ore 17, nella Sala Teatro della Fabbrica delle Candele, in viale L. Salinatore 30 a Forlì, avrò il piacere di presentare il libro nell’ambito della rassegna Autori in Fabbrica.

A dialogare con me sarà Andrea Marelli. Ci saranno inoltre interventi di amici, alcuni presenti in sala, altri attraverso contributi audio e video. Mi piacerebbe che fosse un incontro fatto non soltanto di poesie, ma anche di ricordi, riflessioni, emozioni e, perché no, qualche sorriso. Il volume è già reperibile nelle librerie e attraverso i principali canali di vendita online. A chi mi segue abitualmente su queste pagine chiedo dunque di perdonare questa piccola incursione personale. La prossima volta mentelocale tornerà a occuparsi delle storie degli altri.

Per questa volta, però, lasciatemi raccontare qualcosa di me. E soprattutto condividere una convinzione: ho scritto un libro su ciò che resta per ricordare a me stesso che c'è ancora molto da vivere, molto da conoscere e imparare e molto da dare.


Marco Viroli

mercoledì 28 ottobre 2026

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