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Scattati i provvedimenti antismog

Occhio alle sanzioni per i recidivi con la sospensione della patente. Ufficio studi ASAPS

Scattati i provvedimenti antismog

ASAPS, Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, con sede a Forlì,  intende portare l’attenzione dell’opinione pubblica e degli automobilisti sui provvedimenti antismog, alcuni dei quali già scattati come in Piemonte, che faranno compagnia agli italiani nei mesi autunnali ed invernali.

Come noto, sono le Regioni a gestire i provvedimenti strutturali con i singoli comuni che poi provvedono alla concreta applicazione con una ordinanza sindacale specifica, che contiene una lunga serie di orari, tipologie ed esenzioni da città a città. Da metà settembre o inizio ottobre e fino al 15 aprile 2023 tornano perciò le misure straordinarie antismog, già concordate e decise a livello di bacino padano dalle Regioni con il Ministero dell’Ambiente, varate l’anno passato e adottate dai Comuni interessati. Tali misure si applicano ai settori agricoltura, riscaldamento civile e – soprattutto – al traffico e riguardano i Comuni appartenenti alle zone di pianura e di collina, con opportune differenze per Comuni con popolazione superiore o inferiore a 10.000 abitanti.
I provvedimenti meno graditi dagli italiani però sono quelli che prevedono diverse tipologie di divieti di circolazione, con città dove si fermeranno i veicoli diesel adibiti al trasporto persone e merci con omologazione Euro 3 e 4, in alcuni casi per tutto il giorno, in altri solo a fasce orarie.
Le ordinanze firmate dai Sindaci sono redatte ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera a) e b) del Codice della Strada, secondo cui l’autorità sindacale, nel centro abitato, può, per motivi di tutela della salute, sospendere la circolazione di tutte o alcune categorie di utenti sulle strade o su tratti di esse, e per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale, può limitare la circolazione di tutte o alcune categorie di veicoli.
Le città perciò, come previsto dal Codice, dovranno prima installare una apposita segnaletica aggiornata con le date 2022-2023, nelle strade di accesso ai singoli comuni, che permetta di informare gli automobilisti e gli autotrasportatori. Quello che spesso manca come informazione prioritaria è la sanzione che scatta in caso di controllo degli organi di polizia stradale (perciò non solo Polizie Locali perché si applica il Codice della Strada) e accertamento di circolazione in violazione dei divieti. Chiunque violi le disposizioni relative al divieto di circolazione di cui ai provvedimenti di natura ambientale connessi alla circolazione di veicoli, è così soggetto alla sanzione amministrativa di cui all’art. 7 comma 13-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992 n.285 “Nuovo Codice della Strada”, introdotto dall’art. 2 della Legge n. 120/2010 “Disposizioni in materia di sicurezza stradale - Modifiche al Codice della Strada”, che prevede il pagamento di una somma da 168,00 Euro a 679,00 Euro e, nel caso di reiterazione della violazione nel biennio, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici a trenta giorni ai sensi delle norme di cui al Capo I, sezione II, del titolo VI dello stesso Codice della Strada. L’aspetto della sospensione della patente ai recidivi è quasi sconosciuto alla stragrande maggioranza degli automobilisti. Ecco perciò che l’attenzione all’ambiente deve essere certamente massima, anche perché poi le conseguenze sulla singola patente sono veramente pesanti, soprattutto per chi negli ultimi 24 mesi si è visto contestare un verbale per questa violazione.

Il testo e la foto sono tratti dal sito asaps.it

Il Centauro rivista ufficiale Asaps
 


Giordano Biserni

lunedì 17 ottobre 2022

ARGOMENTI:     asaps sicurezza stradale