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Auguri per l'anno che verrà

A proposito degli auguri di buon anno in Romagna

Auguri per l'anno che verrà

Anche in Romagna le antiche tradizioni stanno tramontando, nonostante alcune siano dure da scalfire. Un tempo durante il primo giorno dell'anno si svolgevano le attività che si desiderava fare per tutti i mesi a seguire o, perlomeno, che si desiderava andassero bene in prospettiva. 

 

Chi si incontrava per primo il 1° gennaio determinava l'andamento positivo o meno del resto dell'anno. Era ottimo auspico incrociare un uomo, ancor meglio se benestante. Imbattersi in un povero, in un prete o in una donna o, peggio, ospitarli in casa, era considerato di cattivo augurio. 
Ancora oggi, anche se fortunatamente è un aspetto che progressivamente si sta superando, sono diversi gli anziani convinti che le donne, il primo dell’anno, portino disgrazia, tanto che molte anziane non escono di casa e non rispondono neppure al telefono per non “portare male”. 
Un tempo i bambini andavano da tutti i vicini "a dare il buon anno”. Davanti alla porta delle case recitavano in dialetto la filastrocca beneaugurante: "Bon dè, bon ân, bona furtóna par tot l’ân, che Dio u v purta un bon guadâgn int la stala, int e’ purzil e int la saca de’ curpet" [Buongiorno, buon anno, buona fortuna per tutto l’anno, che Dio vi porti un buon guadagno nella stalla, nel porcile e nella tasca del gilet (chiamato corpetto, dove solitamente il capofamiglia teneva il portafoglio)]. Il ritornello veniva ripetuto fino a quando la porta non si apriva e in cambio ricevevavo dolciumi, generalmente preparati in casa, oppure dei soldi, questi ultimi molto graditi anche se erano poche lire. Se la porta rimaneva chiusa o non si otteneva nessuna regalia si ripeteva l’augurio, modificandolo malignamente in: "Bon dè, bon ân… ch’u v mures e’ sumar sota e’ capân!" (Buon giorno, buon anno che vi morisse l’asino sotto il capanno!). 
Come sostiene l'esperto di tradizione Radames Garoia: "È proprio vero che da sempre sacro e profano stanno insieme in questa incantevole terra di Romagna!" 

 


Gabriele Zelli

venerdì 15 dicembre 2023

ARGOMENTI:     romagna tradizioni