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Bologna la dotta, la grassa, la rossa è diventata veramente anche la lenta?

Bologna la dotta, la grassa, la rossa è diventata veramente anche la lenta?

Intenso dibattito stagionale sui 30 km/h e sulle imprese di fleximan Zero parole invece sul notevole ritardo nell’approvazione del DDL di riforma del Codice della Strada.

L’inverno appena passato (sul calendario perché in realtà nessuno lo ha visto) il dibattito sulla (in)sicurezza stradale e sulla mobilità si è incentrato sulla sconfinata polemica conseguente alla adozione del limite di 30 km/h su una gran parte delle strade urbane di Bologna, quasi a dirci che la “dotta, la grassa, la rossa” fosse diventata veramente anche “la lenta”. Ma sarà veramente così? Siamo sicuri che le velocità medie specie di giorno siano superiori a 35 km/h? (sì perché – lo dobbiamo ricordare qui – fino a 35 non c’è sanzione).

Intanto però siamo sicuri che nel primo mese di adozione con sanzione del limite gli incidenti nella città di Matteo Lepore sono diminuiti di oltre il 20% e non si sono contate vittime fra i pedoni e i ciclisti, solo per dire. Ma questo non sembra interessare.

Poi sono arrivati quelli secondo i quali questo limite con velocità rallentata avrebbe inciso sul PIL nazionale. Allora una precisazione e una domanda. Questo “inadeguato” limite è già stato adottato su molte strade urbane di numerose capitali europee: Bruxelles, Londra, Parigi, Helsinki,

Madrid, ed ecco la domanda. Visto che i 30 km/h sono stati imposti sul 70% delle strade urbane spagnole come si spiega allora che proprio la Spagna nel 2023 ha visto una crescita del suo PIL del 2,5% e l’Italia con il limite dei 50 è cresciuta solo dello 0,7%? Vien da pensare dall’alto della nostra incompetenza in economia che forse il limite dei 30 in Spagna non abbia inciso per niente.

 

L’altro grande gradissimo tema che ha impegnato le testate giornalistiche italiane e straniere è stato quello delle “eroiche” imprese dell’ormai famoso (o famigerato) fleximan, quel (o quei) soggetto che di notte va a segare i pali che reggono i misuratori di velocità e anche in questo caso

la tifoseria del giustiziere della notte è cresciuta a dismisura. Non c’è da stupirsi. Questo è anche il Paese nel quale è invalsa l’antica abitudine di lampeggiare per avvertire gli altri automobilisti della presenza di una pattuglia sulla strada, badate bene anche quelle senza autovelox eh... così si avvisano della presenza delle divise anche i delinquenti in trasferta che magari vanno a far visita anche ai nostri appartamenti...

In tutto questo dibattito 30 sì 30 no, fleximan eroe sì, eroe no, non abbiamo mai sentito qualcuno ricordare i 440 pedoni e i 197 ciclisti uccisi sulle strade nella immediatezza dell’impatto nel 2023 (si aggiungono poi i decessi successivi al ricovero). Lo ha fatto solo l’ASAPS con i dati dei suoi Osservatori. Allora aggiungo subito anche i 58 pedoni e 22 ciclisti già deceduti nel 2024 al 18 febbraio.

 

Zero commenti anche sulla tanto annunciata riforma del CdS con un DDL presentato già nel giugno 2023 di cui si prevedeva l’approvazione in autunno e poi ad inizio 2024. Purtroppo, ci risulta che a fine febbraio l’invocata riforma con le relative più severe misure non sia stata approvata neppure alla Camera dove è in discussione alla Commissione Trasporti. Poi dovrà essere approvata ovviamente anche dal Senato. Vuoi vedere che andiamo a finire a dopo le elezioni europee per evitare che qualcuno si accrediti questo successo prima delle urne? Speriamo di sbagliarci.

Nel frattempo, per ottenere un po’ di razionalità sull’uso degli autovelox e misuratori di velocità in genere sarebbe ora che venisse emanata la Direttiva del MIT attesa dalla Legge 120 del 2020, per mettere finalmente un po’ di ordine sulla materia. Purché non si vanifichi di fatto l’utilizzo di questo importante supporto dell’elettronica.

Nel frattempo? Ah, intanto si potrebbero impiegare più pattuglie sulle strade, sembra che a livello istituzionale abbiano dimenticato che proprio la Polizia Stradale, i Carabinieri e le Polizie Locali rimangono la cura più efficace per la (in)sicurezza stradale. Allora glielo dobbiamo ricordare!

 PS: Anche il mensile di divulgazione scientifica Focus, dopo il mensile specializzato nella difesa del consumatore Altroconsumo, prende posizione sul tema dei limiti a 30 km/h in città, allineando una serie di dati e ricerche scientifiche che dimostrano l’utilità del provvedimento per ridurre incidenti, morti e feriti, per migliorare il traffico, per tutelare pedoni e ciclisti.

Foto e testi tratti da " Il Centauro" rivista ufficiale Asaps


Giordano Biserni

giovedì 21 marzo 2024

ARGOMENTI:     asaps sicurezza stradale