Il vissuto di inadeguatezza nella genitorialità contemporanea.
Nel contesto attuale, la genitorialità si configura sempre più come un’esperienza complessa, attraversata da vissuti ambivalenti e da una crescente percezione di inadeguatezza. Sempre più genitori, pur mostrando attenzione e investimento nella relazione con i figli, riferiscono un senso persistente di non sentirsi “abbastanza”.
Tale vissuto non appare riconducibile a una reale carenza di competenze genitoriali, quanto piuttosto a un cambiamento culturale che ha profondamente ridefinito le aspettative nei confronti del ruolo educativo. Il genitore contemporaneo si trova infatti a confrontarsi con un modello implicito di elevata performatività: essere presente, emotivamente sintonizzato, coerente, regolato e costantemente disponibile.
Questa tensione verso un ideale difficilmente raggiungibile alimenta un monitoraggio interno continuo, in cui ogni scelta educativa viene sottoposta a valutazione e spesso a critica. Anche eventi quotidiani e fisiologici—come la gestione del conflitto o l’espressione della rabbia—possono essere vissuti come segnali di fallimento.
In questa prospettiva, risulta ancora attuale il contributo di Donald Winnicott, che introduce il concetto di genitore “sufficientemente buono”, evidenziando come lo sviluppo del bambino non richieda condizioni ideali, ma una relazione autentica, capace anche di includere inevitabili discontinuità.
Un ulteriore elemento rilevante riguarda il carico emotivo associato alla funzione genitoriale. Oltre alla gestione concreta dei bisogni del figlio, il genitore è impegnato in un costante lavoro psichico di anticipazione, regolazione e contenimento. Questo può tradursi in stati di affaticamento emotivo, irritabilità e, in alcuni casi, in una sintomatologia ansiosa.
È significativo osservare come la richiesta di aiuto emerga spesso in fasi avanzate del disagio, quando il senso di inefficacia ha già compromesso il benessere individuale e relazionale. Tuttavia, uno spazio psicologico dedicato alla genitorialità può rappresentare non solo un intervento sul sintomo, ma anche un contesto di rielaborazione e sostegno.
In conclusione, il vissuto di inadeguatezza nella genitorialità contemporanea può essere letto non come indicatore di fallimento, ma come espressione di un’elevata implicazione emotiva e di una trasformazione del ruolo genitoriale. Accogliere tale complessità rappresenta un passaggio fondamentale per promuovere una genitorialità più sostenibile e consapevole.
In questo senso, poter disporre di uno spazio di ascolto e riflessione sulla propria esperienza genitoriale non rappresenta un segnale di difficoltà, ma un’opportunità di comprensione e riorganizzazione, utile a sostenere sia il benessere del genitore sia la qualità della relazione con il figlio.
Dott.ssa Giorgia Reggiani- Psicologa Clinica Iscritta Albo Psicologi Emilia Romagna. Specializzata in Mediazione Famigliare e di coppia. Tel. 346/8543703
Giorgia Reggiani
venerdì 10 aprile 2026