ROMAGNA E VENETO UNITI
NEL SEGNO DEL PROGETTO INTERNAZIONALE ANITA FIDELIS
La città di Conegliano ha aderito al progetto internazionale “Anita Fidelis”, con un doppio appuntamento che ha unito approfondimento storico, memoria civile e valorizzazione del territorio.
Venerdì 10 aprile, nella Sala consiliare del Comune, si è svolto l’incontro istituzionale e convegno “Giuseppe e Anita Garibaldi: l’amore dei due mondi”, alla presenza delle Autorità e con la relazione di Andrea Antonioli.
Sabato 11 aprile, nel Castello di Conegliano, è stata inaugurata la rosa “Anita Fidelis by Pantoli”, dedicata a Caterina Bortolotto (detta “Nona Catina”) la cui vicenda di emigrazione è stata narrata dal nipote Danilo Sanson nel volume “Nona Catina, una tipica storia veneta”.
Le iniziative, promosse dal Centro Studi Olim Flaminia in collaborazione con Conexão Feminina, il Comune di Conegliano e FIDAPA “Cesena Malatesta”, hanno visto la partecipazione di: Ambasciatore delegato ONU e UNESCO Comm. Leopoldo Rizzi, Sindaco Fabio Chies, Vicesindaco di Dovadola Massimo Falciani per i Comuni romagnoli della rosa, Assessore regionale Sonia Brescacin, Presidente pari opportunità città di Conegliano Laura Canzian, Cav. Gr. Cr. Gen. Gen. Savino Lattanzio, Presidente Conexão Feminina Emanuelle Barzotto, Past President FIDAPA BPW “Cesena Malatesta” Mirella Ravaglia, gli autori Cavv. Andrea Antonioli, Giampaolo Grilli e
Alessandro Ricci.
Messaggi istituzionali sono giunti anche dall’On. Alberico Gambino, Vicepresidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento europeo, e dal Procuratore Capo di Cassino, Carlo Fucci. Mara Bertozzi ha recitato la poesia “Anita è il tuo nome” di Maria Gabriella Conti.
In un contesto globale segnato da conflitti, disuguaglianze e derive autoritarie, il progetto “Anita Fidelis” assume un valore particolarmente significativo: la rosa e l’iniziativa sono state riconosciute simbolo internazionale di Pace, Democrazia, Diritti umani, integrazione, ecosostenibilità e tutela dell’ambiente. Per questo motivo sono poste sotto la vigilanza e la tutela del Corpo Ecoforestale Nazionale e sono poste all’attenzione di ONU, UNESCO e Parlamento europeo.
«Con questo importante evento – ha sottolineato il Sindaco Fabio Chies – Conegliano si fa promotrice di un progetto che, nato in Italia, si è diffuso in diverse parti del mondo. Anita Fidelis promuove tra i giovani e tra la cittadinanza l'importanza di una cultura di Pace e una visione di società aperta, fondata su Democrazia, Diritti umani, legalità, integrazione e contro la violenza.
La nostra città è orgogliosa di dedicare la rosa a Caterina Bortolotto, figura amata e indimenticata della
nostra comunità» e quale simbolo dell'emigrazione che ha interessato la nostra terra».
«Il progetto – aggiunge il Presidente del Centro Studi Olim Flaminia, Cav. Andrea Antonioli – parte dalla Romagna, dove Anita Garibaldi ha vissuto i suoi ultimi giorni, e unisce popoli e nazioni. La rosa non è un semplice omaggio floreale: è un segno vivente, che unisce fragilità e forza, bellezza e resistenza. È un gesto semplice ma potente: una bandiera fatta di petali e foglie, che custodisce la memoria e la trasforma in futuro. È un simbolo di resilienza e di libertà, perché una società è tanto libera quanto lo sono le sue donne.
La rosa inaugurata a Conegliano parla a nome di Nona Catina e di tutte le donne che hanno lottato e ancora lottano, spesso nel silenzio, per la dignità e la pace».
Redazione Diogene
martedì 14 aprile 2026