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MONTE BUSCA

IL PICCOLO VULCANO DELLA ROMAGNA

MONTE BUSCA

Sì, anche la Romagna rivendica il suo vulcano e lo colloca sul  Monte Busca (740 m s.l.m.), situato nel comune di Tredozio, ma facilmente raggiungibile da Portico di Romagna,  tra l’alta Val Montone e l’alta Val Tramazzo nell’Appennino tosco-romagnolo,  zona nota per un fenomeno naturale che da secoli alimenta curiosità e leggende: il cosiddetto “vulcano del Monte Busca”, orgogliosamente considerato dai residenti il più piccolo vulcano del mondo.

In realtà non si tratta di un vero vulcano, bensì di una fontana ardente, ossia una naturale fuoriuscita di gas metano dal sottosuolo. Il gas, una volta acceso, genera una fiamma che emerge da un piccolo cono di pietre costruito dagli abitanti del luogo. Le prime testimonianze scritte risalgono alla metà del XVI secolo, e  sono state tramandate  da ecclesiastici che ipotizzavano addirittura  un accesso diretto agli inferi, caratterizzato da una fiamma che usciva spontaneamente dal terreno dopo essere stata accesa, capace di bruciare perfino legna verde ma anche e di spegnersi se coperta con stracci o panni. Le leggende narravano anche di ritrovamenti nei dintorni di monete d’oro, d’argento e di altri metalli, contribuendo ad alimentare il fascino e il mistero del sito. La fiamma, spesso ritenuta erroneamente perpetua, in realtà può spegnersi a causa delle condizioni atmosferiche, soprattutto del vento e della pioggia. Sono gli abitanti della zona a riaccenderla periodicamente, sia per preservare una tradizione secolare sia per evitare la dispersione del metano nell’ambiente. L’altezza delle fiammelle varia infatti in base all’intensità della fuoriuscita del gas e alle condizioni meteorologiche. Nel corso del Novecento il Monte Busca suscitò anche l’interesse dell’industria energetica. Negli anni Trenta divenne proprietà della Società Idrocarburi Metano, che nel 1939 realizzò una condotta e un edificio destinati allo sfruttamento del giacimento. Dopo l’abbandono dell’impianto, il metano riprese a fuoriuscire da una nuova apertura, ancora oggi attiva. Nel dopoguerra furono effettuate ulteriori esplorazioni e, successivamente, nel 1975, una società petrolifera perforò un nuovo pozzo nei pressi della fontana ardente. Tuttavia, l’assenza di giacimenti economicamente rilevanti portò alla definitiva sospensione delle attività estrattive. Oggi il “vulcano” del Monte Busca rappresenta una delle curiosità naturali più caratteristiche della Romagna. Raggiungibile sia in auto da Portico di Romagna che da Tredozio, sia attraverso semplici percorsi escursionistici che si snodano nei dintorni, continua ad attirare visitatori affascinati da questo singolare fenomeno geologico, in cui storia, tradizione e natura si intrecciano dando vita a una leggenda che continua a essere tramandata nel tempo. La fiamma è visibile sia di giorno ma soprattutto di notte, quando il fascino del mistero che avvolge da secoli questo fenomeno si fa ancora più intrigante.

Foto Fabio Casadei


Massimo Nazzaro

venerdì 24 luglio 2026

ARGOMENTI:     escursioni