Zanzibar, il fascino dell’isola che non smette di sorprendere.
Un viaggio tra spiagge, natura, storia e autenticità: l’isola raccontata da chi la conosce da anni.
Zanzibar è un’isola che unisce mare, natura e cultura. Marina, titolare di Scoprimondo Viaggi, la conosce da molti anni e ci accompagna alla scoperta delle sue zone più belle, delle esperienze da vivere e del periodo migliore per visitarla.
Marina, qual è il suo primo ricordo di Zanzibar?
La mia prima esperienza risale a molti anni fa, quando la costa orientale era ancora completamente incontaminata. Ricordo perfettamente quando a Kiwengwa non esisteva nemmeno un hotel: solo sabbia bianca, palme e un oceano che sembrava infinito. È stato un colpo di fulmine. Da allora sono tornata tante volte e, ogni volta, ritrovo quella stessa emozione primordiale.
Cosa rende Kiwengwa, sulla costa orientale, così speciale?
Kiwengwa affascina per la sua spiaggia, dove puoi camminare per chilometri senza interruzioni. Qui la marea non è un ostacolo: quando si ritira, la spiaggia si trasforma in un paesaggio quasi lunare, fatto di riflessi, pozze d’acqua, piccoli pesci, stelle marine e lingue di sabbia. La barriera corallina è raggiungibile a piedi. Chi cerca la Zanzibar più autentica, quella che vive ancora in armonia con la natura, la trova qui.
Molti pensano che a nord, nell’area di Nungwi, non ci siano le maree. È corretto?
No. Le maree esistono ovunque. È un fenomeno naturale legato alle fasi lunari. È la conformazione della costa che ne cambia la percezione. A Nungwi la spiaggia non è continua: le rocce interrompono la linea costiera, impedendo le lunghe passeggiate che caratterizzano Kiwengwa. Nelle strutture si scende in acqua tramite scalette, perché la costa è più frastagliata. Lettini e ombrelloni sono posizionati su piattaforme rialzate, che offrono panorami splendidi, ma creano un’esperienza meno immersiva rispetto alla spiaggia infinita dell’est. Inoltre, la presenza dei beach boys rende la spiaggia un po’ troppo animata, con proposte di escursioni, souvenir e altro: non è un elemento negativo in sé, ma può rendere la zona meno adatta a chi cerca maggiore tranquillità. Il nord è perfetto per chi desidera tramonti spettacolari, ma non offre la libertà infinita delle passeggiate di Kiwengwa.
Qual è, secondo te, il villaggio più affascinante di Zanzibar?
Senza dubbio il villaggio I Grandi Viaggi Dongwe, che si trova nella splendida area costiera di Dongwe, nella zona di Michamvi, sempre sulla costa orientale, ma a sud di Kiwengwa. È un tratto di costa che ha mantenuto un equilibrio perfetto tra natura e comfort. Il villaggio è immerso nel verde, curato, elegante, con un’atmosfera che unisce autenticità e qualità. Il suo pontile è un elemento iconico: non è solo un accesso al mare, è un’esperienza. Permette di nuotare sempre, in qualsiasi momento della giornata, e regala una prospettiva unica sull’oceano. Camminare sul pontile all’alba, quando il cielo si tinge di rosa, è uno dei momenti più emozionanti che si possano vivere a Zanzibar. Dongwe rappresenta la sintesi perfetta tra natura, tranquillità e servizi di alto livello.
Zanzibar è famosa per il mare, ma cosa c’è oltre la spiaggia?
Zanzibar è molto più del suo oceano. È un’isola che vive di storia, natura, cultura e incontri. C’è Stone Town, la capitale dell’isola, con i suoi vicoli stretti, le porte intarsiate, il profumo di spezie e il tramonto che incendia il cielo dal porto. C’è la Jozani Forest, un’area protetta dove le scimmiette rosse, i colobi di Zanzibar, vivono tra gli alberi e dove si può osservare da vicino uno degli ecosistemi più importanti dell’isola. C’è Nakupenda, la lingua di sabbia che appare e scompare, un miracolo dell’oceano dove il bianco è così puro da sembrare irreale. E poi c’è Prison Island, un tempo prigione, oggi casa delle tartarughe giganti, creature lente e maestose che sembrano custodire la memoria dell’isola. Guardarle muoversi è un’esperienza che non si dimentica. Da Zanzibar, inoltre, è possibile volare in Tanzania per vivere un safari nella riserva del Selous, una delle aree naturali più autentiche dell’Africa. Il Selous è Africa pura: fiumi lenti, ippopotami che emergono come ombre, elefanti che attraversano la savana con passo solenne. Volare dal mare alla savana in poche ore è un’esperienza che amplifica il viaggio, lo rende completo, lo trasforma in un racconto che unisce oceano e terra.
Quando è il momento migliore per visitare Zanzibar?
Zanzibar non è una destinazione tutto l’anno e credo sia importante dirlo con sincerità. L’isola vive due stagioni delle piogge: una breve, tra novembre e dicembre, e una più intensa, tra aprile e maggio. Da luglio a ottobre Zanzibar è splendida: clima secco, ventilato, ideale per chi ama giornate limpide e notti fresche. Il periodo migliore, però, va da fine dicembre a marzo, quando l’isola è luminosa, asciutta, con giornate calde e piacevoli. È la stagione perfetta per chi sogna un Natale diverso e per chi vuole iniziare l’anno con un viaggio che sia un abbraccio di sole.
Perché Zanzibar continua a chiamarti? Cosa ti spinge a tornare?
Zanzibar è un’isola che sorprende sempre: mare, natura, storia, emozioni. Ogni volta ritrovo quella sensazione che mi ha fatto innamorare dell’isola la prima volta, tanti anni fa. Ed è la stessa sensazione che voglio far provare a chi parte con noi.
Emanuele Bandini
giovedì 1 ottobre 2026