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Ricordo di Gino, Adelmo e Patrizia Fantini

Una famiglia partigiana e antifascista

Ricordo di Gino, Adelmo e Patrizia Fantini

Domenica 8 novembre 2026, alle ore 10.30, presso la sede di ANPI Forlì, via Albicini 25, verranno ricordati Gino, Adelmo e Patrizia Fantini, componenti di una famiglia di partigiani e antifascisti. Questo momento, programmato in previsione della Liberazione di Forlì, sarà caratterizzato dagli interventi di Lodovico Zanetti, presidente ANPI, Franco Zambonelli, compagno di Patrizia Fantini, e di Gabriele Zelli. 

Il partigiano Gino Fantini, nato il 25 settembre 1924 venne impiccato a Ranchio il 24 luglio 1944. La sua uccisone va inserita nell'ambito delle operazioni di repressione della lotta partigiana portata avanti dai nazifascisti nelle zone dove dal giugno 1944 si installò il comando dell’8a Brigata Garibaldi, a Campofiore, due chilometri fuori Pieve di Rivoschio. L’area fu soggetta a frequenti e lunghi rastrellamenti. Il 17 luglio 1944 militi del IV battaglione della polizia italo-tedesca (reparti dello stesso battaglione il 22 luglio 1944 si resero protagonisti della strage di Tavolicci e il 25 luglio di quella del Carnaio) rastrellarono l’area. A Cigno uccisero 5 partigiani; mentre Gino Fantini, venne impiccato a Ranchio. Dal 18 al 21 agosto il rastrellamento ebbe esiti drammatici per la popolazione in quanto 18 uomini, fra gli oltre 180 rastrellati, vennero portati a Meldola e fucilati contro il muro della locale fornace.
A Gino Fantini, il 6 agosto 1973, fu conferita dal Presidente della Repubblica, la Medaglia d'Argento al Valor Militare alla memoria per aver dimostrato "fermezza d'animo, spirito di sacrificio e amor patrio", mentre all'Ufficio Toponomastica del Comune di Forlì giace da anni la richiesta affinché gli sia intitolato un luogo pubblico della città. 
II fratello Adelmo Fantini (1931-2022) fu un attivo esponente del Partito Comunista Italiano di Forlì, ma soprattutto una figura rappresentativa delle istituzioni, nonché espressione del tessuto economico cittadino dove ha ricoperto ruoli di rilievo nel secondo dopoguerra. Punto di riferimento dell’associazionismo del commercio, in qualità di primo segretario della Confesercenti forlivese, Adelmo Fantini è stato a lungo consigliere comunale e anche assessore, negli anni Settanta quando era sindaco Angelo Satanassi, con un ruolo fondamentale nelle scelte della partecipazione, dei servizi e della logistica che portarono alla definizione di una nuova rete della distribuzione adeguata alle mutate esigenze della popolazione. 
Patrizia Fantini (1957-2026), figlia di Adelmo e nipote di Gino, ha sempre professato ideali antifascisti e democratici che in qualità di insegnante ha cercato di trasmettere ai suoi studenti con l'esempio e la dedizione alla Repubblica Italiana e alla Costituzione. Con atto testamentario Patrizia Fantini ha donato all'ANPI di Forlì numerosi volumi di storia e una congrua disponibilità economica per coinvolgere il mondo della scuola forlivese in attività di ricerca sull'attività partigiana dello zio Gino e sul ruolo che il padre Adelmo ha avuto in città.

 


Gabriele Zelli

giovedì 5 novembre 2026

ARGOMENTI:     partigiani storia