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Gomma o non gomma…

arriveremo a Le Mans..

Gomma o non gomma…

Francamente, così non va.

Inaspettatamente.

Sarebbe come vedere il David di Michelangelo imbrattato ogni mattina da un graffitaro armato di bomboletta. Perizomi di vernice. Prezzi modici. A coprire le parti intime di tanta anatomica bellezza. Insomma, il campionato mondiale Endurance, oggi denominato WEC potrebbe essere a tutti gli effetti un nuovo David rinascimentale, per una categoria del motorsport che torna ad affacciarsi sul grande palcoscenico motoristico con piena legittimità, dopo anni di oblio pressoché conclamato.

Vetture, marchi prestigiosi e un interesse autenticamente crescente attorno al campionato. Quanto di meglio ogni organizzatore e addetto ai lavori legato all’ambito promozionale di detta specialità motoristica si auspicherebbe per il bene proprio e dell’indotto a seguire.

Invece. Invece il David sopracitato si trasforma in un’immensa banana rosa, come nemmeno Andy Warhol e la sua pop art avrebbero potuto astrusamente concepire.

Banana pompelmo. Peggio. Un frutto su cui rischiare di cadere impunemente. Fredda e scivolosa buccia appunto. Come la nera “buccia” di una gomma da competizione. Più fredda della minima di Belgrado: spesso e volentieri mai pervenuta.

Quindi… Quindi vedere rovinare un possibile Rinascimento delle gare Endurance, per via di una norma astrusa che preveda l’abolizione dell’utilizzo delle termocoperte e di qualsiasi fonte di calore per scaldare gli pneumatici in nome dell’ambiente, ecco, suona vagamente famigliare, con certe scelte ai limiti della fantascienza, volute in Formula 1 avvenute nel suo recente passato (e non solo…). Gare come il Gran Premio di Abu Dhabi, che assegnavano nel 2014 in chiusura di stagione 50 punti in virtù dei canonici 25. Cose creative. I briscoloni della nonna per far vincere il nipote. Banane rosa. Astrusamente concepite. Solo. Solo che una gomma fredda (per chi, un po’ di corse sa), è un indice di sicurezza (e credo anche di buon senso) praticamente azzerato. Possiamo mandare in pista un pilota con la temperatura delle coperture sottozero? Possiamo. Anche se le controindicazioni (fornite proprio dall’ultima gara di Spa) siano nonostante tutto molteplici. In sostanza, se l’ambiente ringrazia (verbo FIA) viene da chiedersi se quella spasmodica ricerca di tutela dei piloti sul fronte sicurezza sia a questo punto altrettanto coerentemente garantita.

Francamente non credo. Gomma o non gomma, arriveremo a Le Mans. E lì non sarà certo uno scherzo, uscire dai box in piena notte. A gomme fredde.

 

Foto di Franco Giuliani

 


Emiliano Tozzi

giovedì 4 maggio 2023

ARGOMENTI:     automobilismo ferrari sport