Tre domande a Gimmy Stefani
Segavecchia 2026: dalla cartapesta al digitale, la festa guarda al futuro
È ufficiale: la grande festa della Segavecchia tornerà ad animare Forlimpopoli dal 7 al 15 marzo. Un annuncio atteso che conferma uno degli appuntamenti più identitari e sentiti non solo per la città artusiana, ma per l’intera Romagna. La Segavecchia, infatti, rappresenta un Carnevale storico che ogni anno apre il calendario delle grandi manifestazioni popolari. L’Ente folkloristico e culturale forlimpopolese, recentemente rinnovato nel proprio Consiglio direttivo e guidato dal presidente Gimmy Stefani, continuerà a essere un punto di riferimento centrale per la festa, pur all’interno di una nuova formula organizzativa condivisa con il Comune e con il soggetto individuato dall’Amministrazione per la gestione generale dell’evento.
La festa tornerà quella di sempre, con luna park e bancarelle tradizionali, sfilate dei carri allegorici costruiti dai carristi di Forlimpopoli e delle frazioni limitrofe, gruppi a piedi organizzati da scuole e professionisti, e i festeggiamenti che proseguiranno fino a domenica 15 marzo con il tradizionale taglio della Vecchia e i fuochi pirotecnici. Per approfondire tutti i dettagli, le novità e le aspettative di questa edizione, abbiamo incontrato il presidente Gimmy Stefani, che ci racconta cosa ci aspetta quest’anno e come la città si prepara ad accogliere la storica festa.
L’Ente folkloristico resta centrale, ma con un ruolo diverso: come si è arrivati a questa scelta condivisa con il Comune e quali sono i punti di forza di questa nuova sinergia?
Quest’anno l’Ente ha dovuto affrontare delle dure realtà che non sono percepite dai Forlimpopolesi, ma che hanno un peso enorme per chi organizza eventi di queste dimensioni, e dopo le dimissioni del precedente Presidente non era possibile trovare un sostituto disponibile a prendersi carico della responsabilità civile, rischiando la chiusura dell’Associazione. Solo dopo l’impegno preso Dall’Amministrazione Comunale che avrebbe concordato con il Sindacato Nazionale Italiano Spettacoli Viaggianti l’impegno di occuparsi della safety security, ci siamo rimboccati le maniche e riformato un nuovo organo direttivo, con persone rielette e ragazzi pronti a collaborare, ci occuperemo dell’allestimento dei carri, del corso mascherato e intrattenimento, ed altre iniziative proposte da altre Associazioni. La domenica della Segavecchia è un momento di incontro, di condivisione, di ricordi, di festa per i cittadini e soprattutto per i bambini curiosi di vedere le nuove maschere, è una tradizione che ci tramandiamo da 400 anni, per cui invito i Forlimpopolesi e non, a partecipare per mantenere e dare possibilità di continuare con la festa e far sognare i piccoli. Ricordo inoltre che la Segavecchia è ancora un evento con ingresso ad offerta libera e perciò ringrazio anticipatamente chiunque vorrà sostenerci nel nostro operato.
Il volontariato resta il cuore della Segavecchia: oggi è più difficile coinvolgere nuove energie e giovani rispetto al passato?
Ho iniziato a fare carri 35 anni fa, quando sfruttavamo qualsiasi occasione per incontrare persone, amichetti e creare assieme cose prodotte con le nostre mani, così è nato un forte desiderio di noi ragazzi, di poter passare del tempo con i grandi che ci insegnavano a fare cartapesta usando giornali e colla di acqua e farina, quante volte le nostre mamme rimasero senza farina per le tagliatelle senza sapere il perché. Ad oggi gli interessi sono cambiati, ed è difficile trovare volontari che vengano al capannone, a passare tante ore per realizzare delle forme che possano dare vita al carro, ma il capannone non è solo questo, si ride, si scherza, ci si realizza, si sperimentano nuovi movimenti per le maschere, e poi la grande soddisfazione di portare in piazza quello realizzato.
Guardando al futuro: come immagini la Segavecchia tra cinque o dieci anni e quale sarebbe, secondo te, il segnale più chiaro di successo di questa edizione 2026?
Immagino la Segavecchia tra cinque o dieci anni sempre più viva, capace di unire tradizione e innovazione. Abbiamo iniziato un percorso che ascolta i giovani, coinvolgendoli nelle scelte, ma trasmettendo loro anche il nostro sapere e le radici di una festa storica. Sono convinto che, lavorando insieme, si possano introdurre sorprese nuove senza perdere l’anima della Segavecchia. Per questa edizione 2026, anche con i tempi stretti, il pubblico ci sosterrà sicuramente. Tra le novità nate dai giovani del Consiglio c’è l’introduzione di un QR code: inquadrandolo con uno smartphone, si potrà votare il carro più bello o più originale, un piccolo esempio di come il digitale possa valorizzare la festa senza sostituirsi alla tradizione. Il segnale più chiaro di successo per questa edizione sarà vedere le strade e le piazze piene di famiglie, bambini e giovani, tutti uniti nella gioia, nella meraviglia e nella partecipazione attiva. Per me, la Segavecchia riuscirà davvero quando ciascun partecipante tornerà a casa con il cuore leggero, con il sorriso sulle labbra e la certezza di aver vissuto qualcosa di unico: una tradizione che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Emanuele Bandini
mercoledì 11 febbraio 2026