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Tre domande a Rosaria Tassinari, deputata forlivese di Forza Italia

Alta velocità in Romagna, Forlì candidata per l’hub intermodale: “Scelta strategica per tutto il territorio”

Tre domande a Rosaria Tassinari, deputata forlivese di Forza Italia

Il dibattito sul futuro delle infrastrutture in Romagna è entrato in una fase decisiva. Con il finanziamento della tratta ferroviaria tra Bologna e Castel Bolognese e l’avvio degli studi sul successivo collegamento verso Rimini, la nascita di una stazione “Medio Romagna” dedicata ai treni ad alta velocità non è più un’ipotesi lontana, ma una prospettiva concreta per l’intero territorio. In questo scenario, la candidatura di Forlì si distingue per ragioni geografiche, logistiche e infrastrutturali che, secondo molti osservatori, la rendono una delle soluzioni più efficaci per servire l’intera Romagna. Ne parliamo con Rosaria Tassinari, deputata forlivese di Forza Italia, su opportunità e prospettive di un progetto chiave per mobilità e sviluppo economico dell’area.

Perché Forlì sarebbe la scelta migliore per la stazione dell’alta velocità rispetto ad altre città romagnole?

«La scelta di Forlì non nasce da una logica campanilistica, ma da valutazioni tecniche e trasportistiche ben precise. Gli studi sul bacino di utenza, la cosiddetta catchment area, indicano infatti Forlì come il punto più baricentrico dell'intera Romagna. Una stazione dell'alta velocità destinata a servire circa un milione di abitanti deve essere collocata nel luogo più accessibile per tutti i territori romagnoli. Posizionarla troppo sbilanciata verso una delle estremità della Romagna rischierebbe di comprometterne la funzione di fermata al servizio dell'intera macroarea. Per questo occorre ragionare in un'ottica di sistema: non una competizione tra città, ma una scelta condivisa nell'interesse di tutto il territorio. Forlì può garantire collegamenti equilibrati sia con l'entroterra e le aree collinari sia con la Riviera e il Ravennate. Inoltre, una stazione AV deve essere inserita in una rete efficiente di infrastrutture e servizi. Sarà quindi fondamentale valorizzare i collegamenti stradali esistenti, la vicinanza all'A14 e il completamento della tangenziale, oltre a potenziare il trasporto ferroviario locale con collegamenti rapidi verso i principali centri romagnoli. La sostenibilità del progetto dipenderà proprio dalla sua capacità di integrarsi con il territorio, attraverso trasporto pubblico, mobilità condivisa, percorsi ciclabili e servizi di interscambio, evitando che la nuova stazione diventi un'infrastruttura isolata.»

Alta velocità, aeroporto Ridolfi e Villa Selva: può nascere finalmente un sistema integrato dei trasporti in Romagna?

Questo è il vero cuore della proposta per Forlì e per l’intera Romagna: la possibilità, unica nel panorama regionale, di realizzare un autentico hub intermodale. Non si tratta solo di trasporto ferroviario, ma di un sistema integrato passeggeri-merci in cui ferro, aria e gomma possono dialogare in modo efficace. La vicinanza tra la futura linea AV, l’aeroporto Luigi Ridolfi e lo scalo merci di Villa Selva consente di creare forti sinergie. L’alta velocità può aumentare l’attrattività dell’aeroporto per i flussi nazionali e internazionali, mentre il potenziamento di Villa Selva come Zona Logistica Semplificata, insieme al ruolo strategico del porto di Ravenna, rafforza lo spostamento delle merci dalla gomma alla ferrovia. Si tratta di un’occasione concreta per superare la frammentazione e costruire una piattaforma logistica moderna e integrata. I benefici economici per il territorio sarebbero significativi. Nel breve periodo, la realizzazione dell’opera genererebbe occupazione diretta e un forte indotto per le imprese locali. Nel lungo periodo, la presenza della stazione AV potrebbe attrarre nuovi investimenti industriali e terziari, rafforzando la competitività del tessuto produttivo forlivese grazie a collegamenti più rapidi con i principali mercati nazionali ed europei. Anche il turismo ne trarrebbe vantaggio: le città d’arte, i musei e l’offerta culturale del territorio diventerebbero più facilmente accessibili, favorendo nuovi flussi di visitatori da grandi città e hub come Milano, Roma e Bologna.»

Temete che divisioni politiche o territoriali possano rallentare il progetto dell’alta velocità in Romagna?

Il rischio che il progetto si blocchi tra campanilismi e contrapposizioni politiche è concreto, ed è l’errore peggiore che il territorio possa commettere. In passato, incertezze e ritardi progettuali hanno già comportato la perdita di importanti risorse: non possiamo permetterci ulteriori rinvii. Questa non deve essere una competizione tra Forlì e Cesena, né una contrapposizione tra schieramenti politici, ma una sfida strategica comune per l’intera Romagna. Le scelte devono basarsi su dati, analisi dei flussi e criteri di efficienza, con la piena collaborazione tra tecnici e istituzioni. Il Comune di Forlì si è già mosso in questa direzione, avviando un confronto con Rete Ferroviaria Italiana e promuovendo tavoli di lavoro con Camera di Commercio, associazioni di categoria e mondo imprenditoriale. La Romagna può cogliere questa opportunità solo facendo sistema: unendo le forze verso un obiettivo di sviluppo condiviso, capace di generare benefici diffusi per tutto il territorio e per i suoi cittadini.»

 


Emanuele Bandini

venerdì 5 giugno 2026