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Tre domande a Tonino Rossi, titolare del Chiosco dei Giardini

Tonino Rossi e il chiosco distrutto dal nubifragio:

Tre domande a Tonino Rossi, titolare del Chiosco dei Giardini

Il Parco della Resistenza di Forlì, uno dei giardini pubblici più frequentati della città, resta ancora chiuso dopo il violento nubifragio di venerdì 21 agosto, quando raffiche di vento fino a 110 chilometri orari si sono abbattute sulla città provocando una vera e propria devastazione: alberi crollati o gravemente danneggiati, giochi per bambini distrutti, danni ingenti anche al Chiosco Dei Giardini. A giorni di distanza dall'accaduto abbiamo incontrato il titolare, Tonino Rossi, per farci raccontare cosa è successo quel giorno e capire come e quando si potrà tornare alla normalità.

Che scena ha trovato quando è arrivato al parco?


"La scena era molto peggio di quella che mi avevano mandato nei video mentre stavo arrivando. Io ero giù al mare con la famiglia quel venerdì, mi ha telefonato una delle dipendenti presenti al momento – erano in tre – terrorizzata, piangeva, impaurita da quello che era appena successo. Appena arrivato ho guardato subito la mia attività e fuori era tutto sottosopra: tavoli, sedie spazzate via, avevo due gazebo, ombrelloni, vari giochi per i bambini distrutti. Anche dentro erano caduti due frigoriferi con le bibite, caduti a terra per la forza del vento, e tutto il chiosco era pieno di sporcizia, di tutto, perché le ragazze non erano riuscite a chiudere la veranda in tempo e si era rovesciato tutto anche dentro: tavoli, sedie, di tutto. Una cosa incredibile, non pensavo che potesse succedere un casino del genere, un vero disastro. Ancora adesso, a distanza di giorni, fatico a crederci."

 

Cosa hanno vissuto i suoi dipendenti durante il nubifragio, e a quanto ammontano i danni?


"Praticamente la prima cosa che hanno fatto è stata uscire per cercare di chiudere gli ombrelloni e mettere al riparo le sedie, ma è successo tutto talmente in fretta, con questa mareggiata di vento fortissima, che si sono trovate le cose che iniziavano a volare, piante che cadevano, rami tutt'intorno. Mentre stavano rientrando nel chiosco si sono trovate davanti le vetrate cadute insieme alle piante, si sono spaventate moltissimo e non sapevano bene cosa fare in quel momento. Alla fine, sono riuscite a entrare e si sono strette in un angolo, per paura di essere investite da tutto quello che stava succedendo attorno a loro. Anche adesso, a distanza di giorni, sono ancora scosse, perché è successo tutto velocissimo: terrorizzate, questa è la parola più giusta per descriverle. Per quanto riguarda i danni al chiosco, siamo sui 20mila euro, ma adesso devo vedermela con l'assicurazione, quindi quella è solo una cifra indicativa per la mia parte. Il danno più grave, però, è il fermo dell'attività, perché proprio adesso, e soprattutto in questo periodo di settembre, il chiosco è uno dei più frequentati dell'anno: c'è gente tornata dalle vacanze, famiglie, bambini prima dell'inizio della scuola. Il problema più grande in assoluto è non poter lavorare e avere i dipendenti fermi in un momento così importante. Sto cercando di ricollocarli in altre attività che ho, ma il fermo attività resta comunque la cosa peggiore in questo momento."

 

Quando pensa che il parco e il chiosco torneranno alla normalità, e chi pagherà i danni?


"Non lo so con certezza, per la mia parte ho stimato circa un mese di lavori. Ho avuto contatti molto disponibili, come ho sempre avuto, con l'assessore Petetta, che ha la delega al Verde, e anche il sindaco è venuto di persona a vedere la situazione: tutti si sono dimostrati disponibili. Però in questo momento, a giorni dal nubifragio del 21 agosto, i lavori veri e propri non sono ancora iniziati, e giustamente si sta dando priorità alle strade, alle scuole che devono riaprire tra poco e ad altre urgenze della città. Penso che preso i tecnici e gli operatori incaricati, inizieranno a intervenire anche qui al parco, ma servirà moltissimo lavoro perché tutte le piante hanno subito dei danni: alcune sono cadute del tutto, altre hanno riportato danni gravi. Vanno sistemate tutte le alberature della zona, dai vialetti fino ai bagni pubblici, quindi c'è un lavoro enorme da fare, sicuramente molto impegnativo e lungo. Se ne occuperà il Comune, che farà intervenire varie ditte specializzate per questo tipo di lavori. Per quanto riguarda me, conterò su quello che sarà coperto dall'assicurazione. Da quello che ho saputo, il Comune ha chiesto lo stato di calamità naturale alla Regione, e in quel caso si potrebbe accedere anche a dei rimborsi statali, ma è tutto ancora da vedere se la richiesta verrà accettata: sarà difficile, secondo me. Sono davvero dispiaciuto per tutta questa vicenda, perché era un parco molto frequentato dalle famiglie di tutta la zona e vederlo ridotto in questo stato è veramente incredibile. Ancora oggi, a diversi giorni di distanza, quando entro dentro mi vengono ancora i brividi a pensare a quello che c'è in questo momento lì dentro. Il parco è tutto da rifare: la parte arborea, i giochi per i bambini, è un vero casino da sistemare. Spero davvero che tutti si diano da fare e che si faccia il meglio possibile per questo parco, che è un punto di riferimento per le famiglie di tutta questa zona."


Emanuele Bandini

venerdì 4 settembre 2026

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