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Tre domande a Roberto Malaguti,

Il futuro dell’Avis Comunale di Forlì parte dai giovani

Tre domande a Roberto Malaguti,

Roberto Malaguti, imprenditore, sposato con Giovanna e padre di Marta e Riccardo, è presidente dell’Avis Comunale di Forlì dal 2021. Oggi è al secondo mandato alla guida di un’associazione di volontariato che si distingue per vivacità e coraggio nell’affrontare, con un po’ di spregiudicatezza, lo stato di fatto e metterlo in discussione. È questo l’atteggiamento della squadra che guida Avis Forlì, che negli ultimi cinque anni ha portato a un incremento del numero dei donatori vicino al 50% e a una crescita ancora più significativa delle donazioni di sangue e plasma, facendo dell’associazione forlivese, insieme alle consorelle romagnole, un riferimento a livello nazionale.

Il 26 settembre si terrà una tavola rotonda con gli ultimi cinque presidenti dell’AVIS Comunale di Forlì: quale significato ha questo appuntamento e cosa racconta dell’evoluzione dell’associazione?

L’iniziativa nasce dall’ambizione di raccontare il percorso che ha portato la nostra Avis Comunale di Forlì ad essere l’associazione che è oggi. Quando sono diventato presidente, nel 2021, mi sono subito reso conto del rispetto e dell’autorevolezza di cui l’Associazione gode in città e nel territorio. Un aspetto che ho voluto sottolineare con chi vive l’associazione ogni giorno, perché a volte si rischia di dare per scontato tutto questo. Insieme al Consiglio Direttivo abbiamo invece capito come questa autorevolezza derivi da lontano, dal lavoro di chi negli anni ci ha preceduto e ha costruito la reputazione che oggi ci porta ad essere così benvoluti dalla città. Dobbiamo essere consapevoli e grati di questo capitale di fiducia. In occasione del 90° compleanno abbiamo quindi pensato a un momento per capire e raccontare quali siano state le strade che hanno portato a questa credibilità e come siano state trasformate in visioni, progetti e azioni concrete dai miei predecessori. Per questo abbiamo chiesto a Sergio Dall’Agata, Claudio Lelli, Fabrizio Francia e Valdemaro Flamini di incontrarci e regalare alla città un momento che speriamo possa essere di ispirazione alle realtà del volontariato che vogliono crescere. Un’occasione per raccontare come, attraverso il lavoro di tante persone, sia stata costruita una realtà che oggi conta oltre 5.000 soci donatori e che, dal 2027, dovremo tutti insieme traghettare verso i prossimi 90 anni.

A livello nazionale continua a esserci bisogno di sangue: qual è oggi la situazione e quale appello vuole rivolgere ai donatori di sempre e a chi invece non ha ancora iniziato a donare?

Nelle ultime settimane è emersa la necessità di rafforzare la raccolta di sangue a causa della carenza che in alcune regioni d’Italia si è verificata durante l’estate. Si tratta di una situazione contingente che, fortunatamente, non rappresenta una criticità strutturale. Le regioni più virtuose riescono infatti a garantire una raccolta efficace per compensare le difficoltà di quelle meno indipendenti. Desidero sottolineare come la sanità dell’Emilia-Romagna e, in particolare, quella dell’Area Vasta Romagna, che comprende Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, siano in grado di compensare rapidamente eventuali squilibri, grazie alla prontezza del sistema di chiamata dei donatori e alla grande generosità di chi è sempre disponibile a donare sangue o plasma. Va quindi espressa grande gratitudine alle donatrici e ai donatori, che dimostrano altruismo nei confronti dell’associazione e della società. A volte si rischia di dare per scontati questi gesti, ma proprio nei momenti di bisogno il nostro territorio continua a dimostrare la propria virtuosità. Nell’estate 2026 c’è stata una flessione della disponibilità di sangue rispetto al fabbisogno nazionale, ma le associazioni del dono hanno chiamato i donatori, che hanno risposto con grande generosità, garantendo la disponibilità di un farmaco salvavita che può essere ottenuto solo grazie alle persone.

L’AVIS Comunale di Forlì festeggia quest’anno i suoi 90 anni: guardando al futuro, quali sono le strategie e gli obiettivi per continuare a coinvolgere nuovi donatori e far crescere l’associazione?

Il futuro dell’Avis Comunale di Forlì comincia nel 2027. L’arzilla vecchietta di cui stiamo celebrando i 90 anni è un’organizzazione complessa che, per rimanere vitale e giovane, ha bisogno di energia, idee e poca paura di sbagliare. Le parole che hanno accompagnato il 2026 durante le celebrazioni sono la nostra ispirazione: Cura, Fiducia, Futuro. Cura delle persone, dei luoghi, delle cose che abbiamo e anche di noi stessi. Fiducia nelle persone e nella possibilità di guardare sempre avanti con un atteggiamento positivo. Futuro, perché è il luogo in cui andremo a vivere tutti insieme e che dobbiamo costruire nel modo migliore possibile. Su queste linee guida stiamo lavorando con la nostra squadra di volontari, senza perdere di vista la nostra ragion d’essere: convincere quante più persone possibile a donare un po’ di sé, sangue, plasma e anche tempo. Per farlo abbiamo bisogno soprattutto di giovani e di rendere l’Avis sempre più attrattiva per loro. È questa la sfida che ci attende. E insieme ne vedremo delle belle!

 

 


Emanuele Bandini

venerdì 18 settembre 2026

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