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Tre domande a Jessica Allegni assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna

Liscio verso l’Unesco, Gessica Allegni: «Raccontiamo una comunità ancora viva»

Tre domande a Jessica Allegni assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna

Il liscio non è soltanto musica e ballo, ma un patrimonio di tradizioni, relazioni e identità che da generazioni accompagna la storia dell’Emilia-Romagna. Proprio da questo legame profondo con il territorio nasce il percorso avviato dalla Regione per arrivare alla candidatura del liscio e delle musiche popolari emiliano-romagnole al riconoscimento Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. 

Un progetto che vuole raccontare la storia di questa tradizione, ma soprattutto dimostrare come il liscio sia ancora oggi una realtà viva, capace di coinvolgere generazioni diverse e rinnovarsi mantenendo salde le proprie radici. In queste settimane è in corso la raccolta di testimonianze, fotografie, video e documenti provenienti dalle comunità locali. L’obiettivo della Regione è arrivare alla definizione del dossier entro la fine del 2026, per poi sottoporlo agli organismi nazionali competenti. Del percorso verso la candidatura Unesco e del coinvolgimento dei territori abbiamo parlato con Gessica Allegni, assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna.

Assessora Allegni, perché è importante raccogliere le testimonianze dei cittadini per raccontare la storia del liscio?

 

Perché quello che dobbiamo fare innanzitutto nella costruzione del dossier che vorremmo presentare all’attenzione della commissione competente del Ministero della Cultura, per poi richiedere il riconoscimento Unesco, è dimostrare che il liscio rappresenta una serie di pratiche musicali, coreutiche e sociali che hanno saputo attraversare il tempo, i territori e le generazioni, costruendo legami sociali e contribuendo a determinare l’identità della nostra regione. Dobbiamo dimostrare che è qualcosa che fa parte della nostra storia e del nostro passato, ma che è ancora molto presente e che ha saputo evolversi, anche attraverso innovazioni e contaminazioni artistiche e musicali, mantenendo però ben salde le proprie radici. È un lavoro che stiamo facendo in questo momento anche con il supporto di BAM! Strategie Culturali, che ha raccolto materiali nell’ambito dei diversi eventi e festival dedicati al liscio che si sono svolti nel corso dell’estate, penso ad esempio a Cara Forlì. Questo lavoro ci permetterà di raccogliere il maggior numero possibile di materiali provenienti direttamente dalle nostre comunità, per dimostrare che è esistita e continua ad esistere una vera comunità del liscio in Emilia-Romagna.

 

Il liscio appartiene alla storia della nostra regione, ma continua ad essere presente nelle balere, nelle scuole di ballo, nei festival e attraverso nuove generazioni di musicisti. Quanto è importante raccontare anche il presente del liscio oltre alla sua storia?

 

È molto importante perché, nell’ambito del riconoscimento Unesco, questo è qualcosa di espressamente richiesto. È fondamentale dimostrare che ci sono comunità che nel tempo hanno custodito e tramandato il liscio e abbiamo la necessità di far emergere quanto la sua musica, il suo ballo e la sua comunità rappresentino ancora oggi uno spazio di aggregazione e di trasmissione di saperi. Dobbiamo quindi raccontare quanto il liscio sia ancora una pratica viva, dal carattere intergenerazionale e presente in maniera diffusa sul territorio. Lo vediamo attraverso le scuole di ballo, i gruppi musicali, i festival e tutti quei luoghi nei quali ancora oggi si suona e si balla. Per questo abbiamo realizzato una mappatura dell’intero territorio regionale e coinvolto i diversi protagonisti del mondo del liscio presenti nelle varie realtà locali, proprio per dimostrare quanto questa pratica sia ancora viva e radicata nelle nostre comunità. Il percorso coinvolge dunque direttamente territori, Comuni e cittadini e il prossimo passaggio sarà la conclusione del dossier da presentare agli organismi nazionali.

 

Assessora Allegni, a che punto siamo nel cammino verso la candidatura del liscio e delle musiche popolari emiliano-romagnole all’Unesco?

 

Ci troviamo esattamente nella fase in cui stiamo raccogliendo i contributi provenienti dai territori. Questa fase rappresenta una parte importante del percorso partecipativo che abbiamo avviato nel corso di quest’anno e che ci ha visto organizzare diversi incontri, innanzitutto con i principali rappresentanti del mondo del liscio a livello regionale e successivamente con tutti i Comuni del territorio, con i quali abbiamo avuto un confronto e che ci stanno aiutando anche nella raccolta dei materiali. Adesso siamo nella fase di crowdsourcing, che prevede un coinvolgimento diretto delle comunità locali affinché possano farci avere contributi come fotografie, video, testi e altri materiali legati al mondo del liscio. L’intenzione è quella di arrivare alla definizione del dossier entro la fine dell’anno, per poi presentarlo al Ministero della Cultura e alla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Saranno poi gli organismi competenti a valutare l’eventuale richiesta di riconoscimento del liscio come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. L’obiettivo che ci siamo dati è quindi quello di arrivare alla redazione definitiva del dossier entro dicembre 2026.

 


Emanuele Bandini

venerdì 16 ottobre 2026