Dall’inizio del 2021, in Italia sono già stati commessi 12 femminicidi. Perché partire proprio da un numero così drammatico nella data simbolica dell’otto marzo? Perché la rappresentazione oggettificata del corpo della donna, l’attacco al diritto di autodeterminazione e il femminicidio sono tutti sintomi della stessa malattia: una cultura patriarcale che ingabbia il genere femminile in un ruolo. A farsi portavoce di questa riflessione è Monica Fucchi, del collettivo “Parità di Genere Forlì”, che, in collaborazione con altre realtà romagnole, ha animato la manifestazione del 27 febbraio scorso in piazza Ordelaffi in difesa della legge 194.