Si guarda allo specchio e qualcosa non torna. Non è un dettaglio qualsiasi, ma un pensiero che si impone, che cresce, che occupa spazio fino a diventare dominante. Quel naso è troppo grande, la pelle imperfetta, il corpo sbagliato. Eppure, chi osserva da fuori non vede nulla di tutto questo. Vede una persona come tante. È in questa distanza, spesso invisibile agli altri, che prende forma il dismorfismo corporeo, un disturbo silenzioso e ancora poco riconosciuto, capace di trasformare lo specchio in un nemico quotidiano.