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Ladino

Il bosco e Il Fiume

Ladino

Il nuovo libro "Ladino, il bosco e il fiume" di Gabriele Zelli, impreziosito dalle foto di Fabio Casadei, descrive i luoghi che si incontrano lungo l'itinerario che, costeggiando il fiume e immersi nella campagna, da Ladino porta a Rovere, poi a Terra del Sole e ritorna al punto di partenza, nella zona della Chiesa di San Martino. Un percorso che può essere affrontato a piedi, in bicicletta, meglio una montaine bike, e a cavallo.

Si inizia dalla chiesa di Ladino, prendendo a sinistra, verso Forlì seguendo le indicazioni “Guado-Rovere”. Dopo circa un chilometro si oltrepassa il fiume Montone e giunti sull’altra sponda si procede a destra per Rovere a cui si arriva, dopo circa un chilometro, costeggiando vigneti, fabbricati e serre in rovina e in disuso da qualche decennio (ex vivaio orchidee). L’itinerario che si propone nel libro prevede di ritornare sui propri passi verso Terra del Sole (volendo di può proseguire lungo via delle Vigne per raggiungere la pista ciclopedonale che porta al Parco Urbano “Franco Agosto” di Forlì). Dopo aver oltrepassato la chiusa di Ladino e dopo un chilometro circa si arriva sulla comunale che porta alla cittadella medicea. Per il ritorno a Ladino giunti a questo punto si può voltare a sinistra e dopo qualche centinaio di metri attraversare via Mengozzi (nota come circonvallazione di Castrocaro o S.S. 67) e riprendere a sinistra nuovamente via Ladino che, dopo circa due chilometri, riporta al punto di partenza. 

L’itinerario di questa camminata è lungo circa 7 chilometri e lo si può percorrere, di buon passo, in un’ora e mezza. Nel primo tratto si passa lungo la strada originaria per Vecchiazzano che lambisce le case dei poderi Chiusa, Eremo e Villa Bruna per poi attraversare la selva dove, in corrispondenza del podere Gironda, la strada Massa-Vecchiazzano scendeva per tutto il crinale per immettersi sull’attuale via del Partigiano. 

La pubblicazione consente a Gabriele Zelli di riportare anche molte informazioni di carattere storico su quella che è, essendo ancora esistente, la famiglia più antica di Forlì, quella dei Paulucci di Calboli, che a Ladino un tempo era propietaria di tutti i poderi circostanti e di una villa, che ancora detiene. Viene ricordato di quando in zona correva il confine fra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana che fu costantemente presidiato per ragioni connesse alla difesa dei due Stati e per reprimere il contrabbando che inevitabilmente ogni luogo di frontiera generava. Tale confine fu attraversato nella notte fra il 15 e il 16 agosto 1849 da Giuseppe Garibaldi e dal Maggiore Leggero, aiutati proprio dai contrabbandieri forlivesi che erano stati mobilitati dai patrioti romagnoli per portare in salvo i due fuggiaschi dopo la soppressione della Repubblica Romana. 

Nel libro sono riportati i principali avvenimenti causati dal passaggio del fronte durante il Secondo conflitto mondiale, periodo che causò terrore nella popolazione, diversi morti e la distruzione di case. Viene dato altresì molto spazio alla ricostruzione della storia delle chiese di Ladino e di Rovere. I due edifici di culto vengono anche descritti nei loro elementi architettonici e di come si presentano oggi.

Un vasto apparato fotografico di Fabio Casadei consente di immaginarsi l'itinerario descritto, che è consigliato a tutti coloro che amano la natura, vista anche la presenza dell'antico bosco di Ladino e del fiume Montone, e che ambiscono conoscere il nostro territorio in maniera non superficiale ma sotto tutti gli aspetti, compreso quello storico.

Foto Fabio Casadei


Gabriele Zelli

lunedì 20 giugno 2022

ARGOMENTI:     forlì ladino