Forlì corre ai saldi… ma i negozi restano in bilico
50 mila famiglie spenderanno in media 130 euro a testa, ma il vero problema resta il centro città che fatica a reggere la concorrenza
I saldi invernali 2026 sono iniziati e Forlì sembra pronta a vivere un’ondata di acquisti: secondo Confcommercio, circa 50 mila famiglie spenderanno in media 130 euro a testa, generando un giro d’affari di oltre 15 milioni di euro. Numeri importanti, certo, ma dietro le stime si nasconde una realtà meno entusiasmante per i commercianti locali.
Il direttore di Confcommercio Forlì, Alberto Zattini, parla di fiducia, trasparenza e acquisti consapevoli. Peccato che la realtà sia più dura: margini ridotti, concorrenza dei grandi centri commerciali e dell’e-commerce, e clienti sempre più attenti al prezzo più che alla qualità. I saldi dovrebbero dare respiro ai negozi, ma per molti piccoli esercizi la “boccata d’ossigeno” rischia di essere più un’illusione che un vero aiuto.
I saldi regolamentati offrono qualche garanzia: prezzo normale, sconto e prezzo finale ben indicati, possibilità di reso online entro 14 giorni, prodotti stagionali o di moda. Ma le regole non risolvono il problema più grande: il commercio nel centro di Forlì arranca e, senza collaborazione tra negozianti, fornitori e cittadini, il rischio è che anche un giro d’affari da 15 milioni diventi solo un pallido segnale di ripartenza.
In sostanza, i saldi sono un banco di prova per la città. Se i forlivesi spenderanno davvero i loro 130 euro a testa, qualcuno potrà sorridere. Ma se la maggior parte si rifugerà nelle grandi catene o nello shopping online, sarà chiaro che il centro storico è ancora lontano da una vera rinascita. La sfida, insomma, non è solo nel portafoglio dei cittadini, ma nel futuro stesso dei negozi forlivesi.
Emanuele Bandini
venerdì 2 gennaio 2026