Claudio Bisio con La mia vita raccontata male
Da giovedì 26 febbraio al Teatro Bonci
da giovedì 26 febbraio a domenica 1° marzo al Teatro Bonci va in scena Claudio Bisio con La mia vita raccontata male: diretto da Giorgio Gallione, lo spettacolo attinge all’universo letterario dello scrittore Francesco Piccolo per comporre un’autobiografia divertita e pensosa.
da giovedì a sabato ore 20.30; domenica ore 16.00, durata: 1 ora e 20’.
Molto atteso dal pubblico, Claudio Bisio fa tappa al Teatro Bonci di Cesena dal 26 febbraio al 1° marzo con La mia vita raccontata male diretto da Giorgio Gallione: il testo attinge all’universo letterario dello scrittore Premio Strega 2014 Francesco Piccolo per comporre un’autofiction divertita e pensosa. Un romanzo di formazione, catalogo degli inciampi e dell’allegria del vivere, accompagnato dalla musica dal vivo di Marco Bianchi e Pietro Guarracino.
Per il ciclo DAL PALCO ALLO SCHERMO sabato 28 febbraio alle ore 17.30 è prevista la proiezione al Cinema Eliseo del film di Claudio Bisio L’ultima volta che siamo stati bambini (2023). Il regista, che nel 2024 ha ricevuto il Premio Nino Manfredi ai Nastri d’Argento e il Premio Internazionale Flaiano, introduce la visione in dialogo con Elena Di Gioia, direttrice artistica di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.
Una scia di scelte, intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli, spesso tragicomici o paradossali, che per volontà o per caso ci rendono ciò che siamo: l’eccentrica sequenza di situazioni, raccontate in prima persona dal protagonista con tanta autoironia, costruiscono una biografia che inesorabilmente rispecchia quella di tutti. Un continuo, divertentissimo ping-pong tra vita pubblica e privata, reale e romanzata, profondo, divertente, giocoso, personale, ma anche ideale, civile ed etico.
Dalla prima fidanzata alle gemelle Kessler, dai mondiali di calcio all'impegno politico, dall'educazione sentimentale alla famiglia o alla paternità, dall'Italia spensierata di ieri a quella sbalestrata di oggi, fino alle scelte professionali e artistiche che inciampano in Bertolt Brecht o si intrecciano con Mara Venier.
Ma il percorso, sembra dirci questo viaggio agrodolce, forse non è esattamente quello che si è fatto, piuttosto quella che si ricorda. Lo spettacolo è anche una indiretta riflessione sull’arte del narrare, su come il tempo modifica e trasfigura gli accadimenti, giocando spesso a idealizzare il passato, cancellando i brutti ricordi e ricamando su quelli belli, reinventando il reale nell’ordine magico del racconto.
«Ci sono due tipi di storie che si possono raccontare: quelle che fanno sentire migliori e quelle che fanno sentire peggiori» scrive Francesco Piccolo «ma quello che ho capito è che alla fine ognuno di noi è fatto di un equilibrio finissimo di tutte le cose, belle o brutte; e ho imparato che, come i bastoncini dello shangai, se tirassi via la cosa che meno mi piace della vita, se ne verrebbe via per sempre anche quella che mi piace di più».
ACCESSIBILITÀ
La replica di venerdì 27 sarà sovratitolata, in collaborazione con Associazione FIADDA Emilia-Romagna, per persone con deficit uditivo.
Foto fornita da Marina Alessi.
Redazione Diogene
martedì 24 febbraio 2026