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Alessandro Sciarroni a Cesena con due coreografie, Rassegna L’altro sguardo, 7 e 8 marzo

Teatro Bonci Piazza Guidazzi, Cesena. Sabato ore 20.30 e ore 21.00; domenica ore 18.00 e ore 18.30

Alessandro Sciarroni a Cesena con due coreografie, Rassegna L’altro sguardo, 7 e 8 marzo

Nell’ambito della rassegna L’altro sguardo. Linguaggi della scena contemporaneaSave the last dance for me + Op. 22 No. 2 di Alessandro Sciarroni. Durata: 30’ + 20’

La rassegna L’altro sguardo. Linguaggi della scena contemporanea si apre al Teatro Bonci con un fine settimana (sabato 7 e domenica 8 marzo) dedicato a Alessandro Sciarroni, Leone d'Oro per la Danza alla Biennale di Venezia 2019: il coreografo, attivo nell’ambito internazionale delle performing arts con opere ospitate in festival, musei e spazi non convenzionali d’Europa, Nord e Sud America e Asia, presenta per la prima volta a Cesena due lavori, Save the last dance for me e Op. 22 No. 2, in un’unica serata. 

 

Per Save the last dance for me Sciarroni lavora con i danzatori Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini sui passi tradizionali della Polka Chinata bolognese, spettacolare ballo di corteggiamento eseguito in origine da soli uomini e risalente ai primi del ’900: fisicamente impegnativo, quasi acrobatico, prevede che i ballerini allacciati l’un l’altro ruotino come in un vortice mentre si piegano sulle ginocchia quasi fino a terra. La coppia è chiamata a un movimento circolare continuo e velocissimo, con poche eccezioni per l’esecuzione di alcune figure come le piroette. 

 

Il progetto nasce in collaborazione con Giancarlo Stagni, un maestro di balli Filuzziani (codificati a Bologna contaminando forme di liscio di origine centro-europea come mazurka, valzer e polka e caratterizzati dai passi saltati o staccati dal suolo) che ha ridato vita a questa antica tradizione popolare in via d’estinzione grazie alla riscoperta e allo studio di alcuni video di documentazione risalenti agli anni ’60. Sciarroni scopre questa danza nel dicembre 2018, quando in Italia era praticata solo da cinque persone.

 

La coreografia, con la colonna sonora originale di Aurora Bauzà e Pere Jou, interviene sulla base dei passi tramandati dilatando anche la durata fino al punto di esaurimento fisico degli interpreti. Attraverso la ripetizione ai limiti della resistenza fa emergere la fragilità dell’atto performativo e il delicato rapporto di fiducia reciproca che nasce fra i due. 

 

Lo spettacolo è previsto nel Foyer.

 

Op. 22 No. 2 è un commovente solo creato per Marta Ciappina, la performer Premio Ubu 2023 con cui l’artista collabora da diversi anni. Commissionata dal Festival Bolzano Danza, l’opera è nata da un’idea dell’ex direttore artistico Emanuele Masi nell’ambito del progetto Swans never die sul tema della morte del cigno e della trasformazione ed è ispirata al poema sinfonico del compositore Jean Sibelius Il cigno di Tuonela, basato sul poema epico della mitologia finlandese Kalevala. Tuonela è l’isola dei morti, intorno a cui nuota il cigno sacro che Lemminkäinen, l'eroe, è stato incaricato di uccidere. 

 

Da questa immagine Sciarroni costruisce un nitido ritratto femminile sul corpo che sfida le avversità, tra fragilità e forza. «La leggenda medievale dell’opera musicale si è imposta come materiale drammaturgico e assieme a Marta Ciappina ci siamo cimentati nell’individuazione delle possibili traduzioni sceniche» ha dichiarato. «Abbiamo messo in campo i nostri desideri e le danze che negli anni abbiamo attraversato come pratica e immaginario, fino alla costruzione di un personaggio drammatico che coincide sia con la nostra restituzione del mito, che con l’identità della stessa performer».

«Alessandro scrive una figura femminile agghindata di piume affilate e dotata di unghie limate» annota Ciappina, indicando il parallelo autobiografico che la lega alla protagonista e innesca un emozionante dialogo con il pubblico. «Eppure, nascosti dal luccichio di un presunto vigore, gli occhi appaiono ridotti a una sottile fessura, l’eloquio zoppicante al cospetto della morte, la pelle tremolante. Non sono forse io? Ex bambina che ha ridicolizzato la vita sfidando gli eventi con frecce purple. Lo scrittore si avvicina, comprende e non teme. La felicità è afferrata. Grazie».

La performance si svolge con il pubblico sul palcoscenico.

Alessandro Sciarroni ph © Andrea Macchia

 


Redazione Diogene

giovedì 5 marzo 2026

ARGOMENTI:     cesena teatro teatro bonci