Donald Storia molto più che leggendaria di un Golden Man di e con Stefano Massini
Teatro Bonci Cesena 22, 24, 25 e 26 aprile 2026 mercoledì, venerdì e sabato ore 20.30; domenica ore 16.00
Musiche Enrico Fink eseguite da Valerio Mazzoni, Sergio Aloisio Rizzo, Jacopo Rugiadi, Gabriele Stoppa. Durata: 1 ora e 30’
L’ultimo lavoro teatrale di Stefano Massini, l’unico scrittore italiano ad aver vinto il prestigioso Tony Award, arriva il 22, 24, 25 e 26 aprile al Teatro Bonci di Cesena: dopo i successi nei teatri di tutto il mondo di Lehman Trilogy e Manhattan Project, Donald. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man racconta un’altra epica americana, l’irresistibile ascesa del miliardario newyorkese Donald J. Trump, fino alla sua prima elezione alla Casa Bianca nel 2016.
Intrecciando storia e leggenda, Massini ripercorre la biografia di uno degli uomini più potenti del nostro tempo, il Presidente degli Stati Uniti. Nel succedersi incalzante di colpi di scena, la rocambolesca esistenza di un uomo che si è trasformato in icona, brand e testimonial del suo stesso successo, spingendosi ogni volta oltre il limite e oltre il lecito, in una sfida instancabile che non ammette l’ipotesi della resa, ma sempre e solo l’ebbrezza del rilancio. Fino a indossare la grottesca maschera che tutti conosciamo, riscrivendosi addosso le regole dell’economia, della finanza, della politica e perfino della civiltà.
Ne nasce un racconto rivelatorio e per molti aspetti raggelante, che conferma il teatro nella sua funzione antichissima di occhio critico sulla contemporaneità, di cui può cogliere ombre e abissi con la semplicità disarmante di una narrazione necessaria. Donald è, in fondo, la personificazione del nostro tempo, di cui esprime perfettamente il corto circuito fra realtà e reality, fra fake e fiction, fra persona e personaggio.
«Porto in scena Donald con la consapevolezza di assumere una responsabilità, legata al teatro pubblico: l’importanza di una drammaturgia che stia nel proprio tempo» ha dichiarato Massini. «È la storia di un nuovo archetipo del potere. Il denaro è diventato il passepartout per essere amati e riconosciuti dagli altri. Con il tempo, questo meccanismo si è ampliato a dismisura: se si hanno i soldi, allora si è amati al punto tale da sentirsi autorizzati a entrare in politica. Ti votano e, quindi, ti delegano alla guida della polis. È qualcosa che mai avremmo pensato potesse accadere un tempo e che, quindi, diventa fondamentale da raccontare a teatro».
Foto Filippo Manzini
Redazione Diogene
giovedì 16 aprile 2026