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Alta velocità in Romagna: parte la sfida per la “super stazione” tra Forlì, Faenza e Cesena

Il progetto della nuova linea Adriatica accelera: 44 miliardi di investimento e tre città in corsa per diventare hub strategico dell’AV

Alta velocità in Romagna: parte la sfida per la “super stazione” tra Forlì, Faenza e Cesena

Si chiama già, nei documenti tecnici di RFI, “Medio Romagna”, ma per ora resta soprattutto un’idea potente: una nuova stazione dell’Alta Velocità destinata a cambiare la geografia dei trasporti tra Bologna e la Riviera.

Sul tavolo ci sono tre nomi e una sola posizione ancora tutta da definire: Forlì, Faenza e Cesena. Tre città, tre territori diversi, una sola infrastruttura che potrebbe diventare uno dei nodi più importanti della futura Alta Velocità Adriatica.

Il progetto riguarda il potenziamento della linea Bologna–Rimini, con treni capaci di raggiungere i 250 km orari e un’integrazione diretta nella rete nazionale dell’alta velocità, oggi già attiva su asse Milano–Roma–Napoli. L’obiettivo è ambizioso: accorciare la distanza tra la Romagna e il resto del Paese, rendendo il territorio più competitivo e meglio collegato.

Il primo lotto dell’opera, già finanziato, riguarda il tratto Bologna–Castel Bolognese e vale circa 3,6 miliardi di euro. Ma la visione complessiva è molto più ampia: l’intero intervento è stimato intorno ai 44 miliardi, con un impatto potenziale sul PIL nazionale che sfiora i 95 miliardi.

Numeri che spiegano perché la scelta della futura stazione non sia solo tecnica, ma anche profondamente politica ed economica.

Nel dibattito si è aperto infatti un confronto tra territori. Da un lato c’è chi sostiene con forza la candidatura di Forlì, anche attraverso iniziative parlamentari, sottolineando la posizione baricentrica tra Bologna e Rimini, la presenza dello scalo logistico di Villa Selva e la vicinanza dell’aeroporto Ridolfi, già protagonista di recenti sviluppi sul fronte dei voli.

Dall’altro lato, la Regione guarda con interesse all’ipotesi Faenza, considerata strategica per il sistema produttivo e per il collegamento con il distretto della ceramica, oltre che con Ravenna e l’area appenninica. Cesena, invece, chiede cautela e propone di attendere uno studio tecnico più approfondito prima di qualsiasi decisione definitiva.

A complicare ulteriormente il quadro ci sono anche le valutazioni di sostenibilità economica e infrastrutturale dell’intero tracciato. La nuova linea dovrà infatti rispettare criteri molto rigidi di linearità per garantire le prestazioni dell’alta velocità, un elemento che potrebbe incidere direttamente sulla scelta della localizzazione.

Nel frattempo, anche da Rimini arrivano osservazioni e perplessità, soprattutto legate alla copertura finanziaria completa del progetto e alla sua effettiva realizzabilità nei tempi previsti.

La “Medio Romagna”, insomma, è ancora una linea tracciata più sulle mappe strategiche che sul territorio. Ma la sensazione è che la partita sia già iniziata: non solo per una stazione, ma per ridisegnare il ruolo della Romagna nella mobilità nazionale dei prossimi decenni.


Emanuele Bandini

venerdì 22 maggio 2026

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