Stop al lavoro sotto il sole nelle ore più calde
L’Emilia-Romagna anticipa le misure anti-caldo
Da giugno a settembre scattano nuove regole per cantieri, agricoltura, logistica, cave e rider. Previsti anche orari più flessibili per i lavori all’aperto
L’estate non è ancora entrata nel vivo, ma l’Emilia-Romagna corre ai ripari contro le temperature estreme. Con un mese di anticipo rispetto allo scorso anno, la Regione ha deciso di attivare le misure di tutela per chi lavora all’aperto durante le giornate più torride.
Il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha firmato l’ordinanza che introduce nuove limitazioni alle attività svolte sotto il sole nei periodi di maggiore esposizione, con l’obiettivo di ridurre i rischi legati a colpi di calore, disidratazione e malori causati dalle alte temperature.
Le disposizioni resteranno in vigore fino al 15 settembre e scatteranno esclusivamente nelle giornate classificate ad “alto rischio” dai sistemi di monitoraggio meteorologico e sanitario.
In queste condizioni sarà vietato svolgere attività lavorative in pieno sole tra le 12.30 e le 16 nei comparti più esposti: agricoltura, florovivaismo, edilizia, logistica e cave. Per la prima volta entrano nel provvedimento anche i rider impegnati nelle consegne effettuate con biciclette o mezzi a pedalata assistita.
L’estensione delle tutele a nuove categorie rappresenta una delle principali novità dell’ordinanza 2026. In particolare, le piattaforme di consegna dovranno tenere conto del rischio calore nell’organizzazione del lavoro, adeguando tempi, distanze e modalità operative per garantire condizioni di sicurezza adeguate.
Accanto ai divieti arriva anche una maggiore flessibilità negli orari. Per evitare che le attività si concentrino nelle fasce più calde della giornata, viene consentito anticipare o posticipare di un’ora i lavori nei cantieri all’aperto. Una deroga che permetterà alle imprese di riorganizzare i turni e sfruttare le ore più fresche della giornata.
L’intervento nasce dalla crescente attenzione verso gli effetti dei cambiamenti climatici sul mondo del lavoro. Le ondate di calore sempre più frequenti e intense stanno infatti modificando le condizioni operative di numerosi settori, rendendo necessarie misure straordinarie di prevenzione.
L’ordinanza si applicherà a tutti i lavoratori senza distinzione di mansione, contratto o livello professionale nelle aree dove le mappe previsionali elaborate dal progetto Worklimate, sviluppato da Inail e Cnr, segnaleranno un livello di rischio elevato per chi svolge attività fisica intensa all’aperto.
Restano esclusi soltanto alcuni servizi essenziali e attività di pubblica utilità che, per loro natura, non possono essere sospesi. Anche in questi casi, però, i datori di lavoro saranno tenuti ad adottare misure organizzative adeguate per tutelare il personale.
La Regione sottolinea come il provvedimento non rappresenti soltanto una risposta all’emergenza estiva, ma un adattamento necessario a un contesto climatico sempre più complesso. L’obiettivo è proteggere la salute dei lavoratori senza fermare completamente le attività produttive, puntando su una diversa organizzazione dei tempi di lavoro.
I controlli saranno affidati agli enti competenti e la mancata applicazione delle disposizioni potrà comportare sanzioni previste dalla normativa vigente.
Con l’arrivo delle prime giornate roventi, l’Emilia-Romagna diventa così una delle prime regioni italiane a mettere in campo un piano strutturato per affrontare il rischio caldo nei luoghi di lavoro, ampliando le tutele e coinvolgendo un numero sempre maggiore di categorie professionali.
Emanuele Bandini
giovedì 4 giugno 2026