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La Turchia e l'Uzbekistan nelle foto di Paola Giuliani e Cinzia Giunchi

La mostra fotografica sarà visitabile nella Sala del Chiostro di San Mercuriale

La Turchia e l'Uzbekistan nelle foto di Paola Giuliani e Cinzia Giunchi

Mercoledì 23 giugno 2026, dalle ore 20.30 alle ore 23.30, nella Sala del Chiostro di San Mercuriale, per la rassegna  di mostre fotografiche organizzate dal Foto Cine Club Forlì, saranno visitabili le esposizioni di Paola Giuliani "Turchia: istanti sospesi tra due mondi" e di Cinzia Giunchi "L’Uzbekistan in un obiettivo: la Via della Seta tra sguardi e cupole turchesi". Ingresso libero.

Racconta l'autrice Paola Giuliani: "Per me, la Turchia è stata una successione di istanti sospesi: un mosaico di luci sacre, silenzi millenari, sguardi quotidiani e vertigini improvvise. Ho cercato di catturare l'anima di questa terra straordinaria attraverso l'obiettivo della mia macchina fotografica. Le mie immagini raccontano Istanbul, una città che vibra di una spiritualità densa, quasi tangibile. Quando ho varcato la soglia della Moschea Blu, alzando gli occhi, sono rimasta ipnotizzata dalle luci che filtravano dalle finestre superiori, accendendo le sfumature turchesi e blu delle maioliche di İznik. Ho scattato cercando di catturare non solo l'architettura, ma il senso di pace assoluta che si respira sotto quella cupola. 

A pochi passi, l'interno di Santa Sofia mi ha suggerito una foto diversa: i medaglioni calligrafici islamici dialogano a distanza con i frammenti dei mosaici cristiani. Il racconto della Istanbul imperiale si completa con lo sfarzo segreto del Palazzo del Topkapi con i suoi cortili alberati, i dettagli dorati e gli ambienti intimi dell'Harem. Le fotografie esposte cercano di restituire l'eco delle storie di sultani e cortigiani, tra i meravigliosi pavimenti in marmo e i soffitti finemente decorati".

"Il viaggio prosegue poi in Anatolia", sono sempre parole di Paola Giuliani, dove la natura ha superato l'immaginazione. Esplorare la Cappadocia significa camminare dentro una fiaba di roccia. Attraverso l'obiettivo ho cercato di immortalare l'incredibile meraviglia dei Camini delle Fate, i villaggi scavati nel tufo e quel paesaggio lunare che cambia colore a ogni ora del giorno. 
Poco distante, il viaggio si è sollevato da terra per un'esperienza indimenticabile a Pamukkale. Fluttuare a bordo di una mongolfiera all'alba mi ha permesso di guardare il mondo da una prospettiva privilegiata. Sotto di me, le spettacolari cascate di travertino bianco e le vasche di acqua termale azzurra si rivelavano e la fotografia, dall'alto, è diventata un esercizio di pura meraviglia". 

Cinzia Giunchi presenta una mostra fotografica che unisce la maestosità dei monumenti millenari all’intensità dei volti dell'Asia Centrale. Un viaggio visivo da non perdere, in una terra, nel cuore geometrico dell’Asia, dove il blu delle cupole sfida la polvere del deserto e la storia si legge tanto sulle facciate delle moschee quanto sulle rughe della sua gente. Si tratta dell’Uzbekistan, protagonista del lavoro dell'autrice che promette di catapultare il visitatore lungo le rotte leggendarie della Via della Seta.
"Il percorso espositivo vive di un dialogo costante e potente tra due mondi, evidenzia Cinzia Giunchi. Da un lato, la verticalità ipnotica dell’architettura: le maioliche di Samarcanda, i minareti millenari di Bukhara e i labirinti d’argilla di Khiva, catturati in tagli di luce che ne esaltano le geometrie divine. Dall’altro, la verità orizzontale dei legami umani: ritratti intensi, sguardi fieri di anziani custodi di tradizioni, sorrisi dorati che accendono la vita quotidiana di un popolo straordinariamente ospitale. Non si tratta di una semplice sequenza di paesaggi, ma di un racconto intimo e profondo. Ogni scatto è una domanda, ogni volto è una storia, ogni monumento è un ponte sospeso tra un passato glorioso e un presente in piena evoluzione.
Un’occasione per scoprire un Paese magico attraverso la fotografia che ha fermato l'istante e spero ne abbia catturato l'anima".


Gabriele Zelli

lunedì 22 giugno 2026

ARGOMENTI:     forlì mostre