Romagna, il pieno costa e la vacanza si allunga
Con benzina e gasolio sempre più pesanti sul portafoglio, i turisti fanno meno blitz da pochi giorni e scelgono soggiorni più lunghi.
La vecchia vacanza “mordi e fuggi” sembra finita nel parcheggio insieme al pieno a prezzi record. In Romagna chi parte cerca di far fruttare il viaggio: meno weekend lampo, più giorni sotto l’ombrellone o tra colline e montagne. Perché se solo arrivare in Riviera costa come una cena al ristorante, tanto vale fermarsi qualche notte in più.
I numeri del primo semestre 2026 raccontano proprio questo cambio di abitudini: arrivano più o meno gli stessi turisti, ma restano più a lungo. Il risultato è un aumento delle presenze, cioè dei pernottamenti, superiore alla crescita degli arrivi. Tradotto: meno porte girevoli negli hotel e più valigie ferme in camera.
A pesare sulle scelte dei viaggiatori c’è anche il clima internazionale poco tranquillo: guerre, tensioni e incertezze spingono molti a preferire destinazioni vicine e conosciute. La Riviera romagnola torna così a essere una scelta rassicurante: mare, servizi, divertimento e una distanza tutto sommato abbordabile.
La Romagna cresce: più notti, non solo più turisti
Nei primi sei mesi dell’anno la Destinazione Romagna, che comprende le province di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena e Ferrara, ha registrato una crescita delle presenze di circa il 4%. Gli arrivi invece sono saliti meno, poco meno del 2%.
Un dato che racconta bene la tendenza: il turista non scappa più dopo due giorni, ma prova a recuperare il costo del viaggio fermandosi qualche notte in più.
Gli italiani hanno aumentato i pernottamenti di circa il 4%, mentre gli stranieri sono cresciuti ancora di più, oltre il 4%. Complessivamente gli ospiti provenienti dall’estero rappresentano circa un terzo delle presenze totali.
Il semestre non è stato però uniforme: maggio è stato un mese da applausi, con quasi il 21% di presenze in più, favorito anche dal calendario delle festività internazionali. Giugno invece ha rallentato leggermente, complice lo spostamento di alcuni ponti e delle ferie di tedeschi, austriaci e svizzeri.
Rimini resta regina, ma le sorprese arrivano da altre parti
Nella classifica delle località più frequentate dell’Emilia-Romagna non cambia la regina: Rimini resta in testa con quasi 3 milioni di pernottamenti nel semestre, in crescita di circa il 3,5%.
Dietro arrivano Bologna, Riccione e Cesenatico. La Perla Verde cresce di oltre il 6%, mentre Cesenatico mette a segno un aumento vicino al 3%.
Bene anche molte altre località della costa: Misano vola con circa il 7% in più, Savignano cresce quasi dell’8%, Bellaria-Igea Marina supera il 3% e San Mauro Mare registra un vero balzo, con un aumento vicino al 16%.
L’unica nota meno brillante arriva da Cervia, che chiude il semestre con un leggero calo, inferiore all’1%.
Crescono anche le città d’arte e di servizio: Forlì sale di circa il 5%, Cesena cresce del 2% e Faenza supera il 6%. Anche il turismo fuori dalla spiaggia dimostra quindi di avere sempre più peso.
Il ritorno della vacanza lenta: terme e Appennino fanno il pieno
La sorpresa più grande arriva però lontano dalla sabbia. Le località termali segnano un autentico exploit: presenze in crescita di oltre il 40%.
A Castrocaro il dato è clamoroso, con un aumento che sfiora il 270%, mentre Riolo Terme cresce di circa il 14% e Bagno di Romagna di quasi l’8%.
Anche la montagna romagnola sorride: l’Appennino registra un incremento di circa il 37%. Tra i comuni più brillanti spicca Santa Sofia, che cresce di quasi il 45%.
Insomma, non c’è solo il lettino in spiaggia: sempre più visitatori cercano natura, benessere, camminate e temperature più sopportabili rispetto alla fornace della pianura estiva.
Alberghi sempre protagonisti, ma cresce l’extralberghiero
Il turista romagnolo cambia anche il modo di dormire. Gli hotel restano il punto di riferimento e raccolgono circa i tre quarti dei pernottamenti, ma crescono anche campeggi, appartamenti e altre strutture extralberghiere.
In questo settore le presenze aumentano di circa il 5%, mentre gli alberghi segnano una crescita poco inferiore, attorno al 4%.
Un segnale che conferma come il mercato delle vacanze sia diventato più vario: famiglie, coppie e gruppi cercano formule diverse, spesso più flessibili e convenienti.
Tedeschi sempre al primo posto, americani in crescita
Sul fronte internazionale il podio resta quello tradizionale. La Germania domina con oltre 800mila pernottamenti e una crescita di circa il 2%.
Seguono Svizzera e Liechtenstein con oltre 200mila presenze, mentre la Polonia sorprende con un aumento vicino al 20%.
Interessante anche il dato degli Stati Uniti: gli americani restano numericamente più contenuti, ma crescono molto, con circa 60mila pernottamenti e un aumento superiore al 15%.
La fotografia finale è quella di una Romagna che cambia pelle: meno vacanze lampo, più soggiorni ragionati. Il turista forse arriva con qualche calcolo in più sul conto della benzina, ma quando finalmente parcheggia l’auto sembra avere tutta l’intenzione di godersi la vacanza fino all’ultimo giorno.
Emanuele Bandini
mercoledì 5 agosto 2026