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Le Temps Retrouvé

Roberto Pagnani e Maurizio Pilò in dialogo tra contemporaneo e antico a Forlimpopoli

Le Temps Retrouvé

Dal 3 al 25 ottobre 2026 il Museo Archeologico di Forlimpopoli e la Sala Mostra Mario Bertozzi ospitano la doppia personale curata dal critico d’arte Luca Maggio.

Due artisti, due linguaggi profondamente diversi e un unico titolo, evocativo e proustiano: “Le Temps Retrouvé”. Dal 3 al 25 ottobre 2026, il Museo Archeologico di Forlimpopoli (MAF) e la Sala Mostra “Mario Bertozzi” ospitano una doppia personale dedicata alle opere recenti, per lo più inedite, di Roberto Pagnani e Maurizio Pilò, a cura del critico d’arte Luca Maggio. L’inaugurazione si terrà sabato 3 ottobre alle 17, presso gli spazi espositivi di piazza A. Fratti.

Il progetto nasce dal confronto tra due ricerche artistiche differenti, ma accomunate dalla capacità di interrogare il rapporto tra memoria, natura e percezione del tempo. Da una parte, Roberto Pagnani approda negli ultimi anni a una pittura sempre più astratta e materica, nella quale il gesto, la materia e la stratificazione cromatica diventano strumenti per costruire immagini dalla forte tensione evocativa. Dall’altra, Maurizio Pilò sviluppa una figurazione sospesa e visionaria, fatta di paesaggi e frammenti della natura attraversati da una dimensione inconscia e metamorfica.

Il titolo “Le Temps Retrouvé” diventa così un ideale terreno comune: non tanto un semplice richiamo letterario a Marcel Proust, quanto la possibilità di riflettere sul tempo attraverso due sensibilità artistiche differenti. Un tempo che nella pittura di Pagnani si deposita nella materia e nelle stratificazioni dell’opera e che, in quella di Pilò, riaffiora nella trasformazione della natura e nel paesaggio come luogo della memoria.

Particolarmente significativo è il contesto scelto per l’esposizione. Il Museo Archeologico di Forlimpopoli, insieme alla vicina Sala Mostra “Mario Bertozzi”, permette infatti alle opere contemporanee di instaurare un dialogo diretto con l’antico: con i reperti archeologici conservati nel museo e con la struttura medievale della Rocca albornoziana. Il confronto tra le opere dei due artisti e la dimensione storica del luogo amplia così il tema della mostra, mettendo in relazione tempi, materiali e forme differenti.

“Desidero ringraziare Rodolfo Bertozzi, figlio di Mario Bertozzi, e la Casa Museo Mario Bertozzi, che ha promosso e organizzato questa mostra di prestigio e con la quale il Comune di Forlimpopoli rinnova con piacere una collaborazione importante – dichiara Enrico Monti, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Forlimpopoli –. Un ringraziamento va anche alla Casa Museo Pagnani Gigia di Ravenna, anch’essa parte, insieme alla Casa Museo Mario Bertozzi, del circuito delle Case degli Illustri della Regione Emilia-Romagna. Questa esposizione rappresenta un’ulteriore occasione per valorizzare il patrimonio artistico e culturale del territorio attraverso il dialogo tra epoche, linguaggi e sensibilità diverse. Con la Casa Museo Bertozzi ci apprestiamo inoltre ad affrontare il 2027 con rinnovata energia, concentrandoci sul centenario di Mario Bertozzi e lavorando insieme alla Casa Museo a lui intitolata per costruire un programma all’altezza di questa importante ricorrenza”.

A completare il progetto sarà il catalogo, stampato da Danilo Montanari Editore, disponibile in un’edizione comune e in una speciale tiratura limitata di soli sedici esemplari, ciascuno contenente un’opera unica. I testi sono firmati dal curatore Luca Maggio e da Fabio Troisi.

Roberto Pagnani, nato a Bologna e residente a Ravenna, svolge nella città romagnola la propria attività artistica. Cresciuto in una famiglia legata al mondo dell’arte da più generazioni, ha avuto modo di entrare in contatto con opere di importanti protagonisti dell’arte informale europea. Nel corso della sua attività ha partecipato a numerose manifestazioni e mostre internazionali in Europa e negli Stati Uniti, tra cui New York, Nida, Katelios, Copenhagen, Sofia e Bordeaux. La sua ricerca è stata approfondita da numerosi critici e storici dell’arte, fra i quali Francesco Bianchini, Franco Bertoni, Beatrice Buscaroli, Luca Maggio, Silvia Pegoraro, Serena Simoni e Claudio Spadoni. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra cui la Biblioteca F. Trisi di Lugo, il Museo Civico G. Ugonia di Brisighella, l’Istituto di Cultura Italiana di Vilnius, l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna e l’AEA – European Environment Agency di Copenhagen.

Maurizio Pilò, nato a Faenza nel 1957, è un artista e pittore contemporaneo italiano. Dopo la formazione al Liceo Artistico di Ravenna e all’Accademia di Belle Arti, dove ha studiato anche sotto la guida di maestri quali Giò Pomodoro e Umberto Folli, ha sviluppato una ricerca personale incentrata sulla trasfigurazione della natura. Il suo lavoro nasce spesso dall’incontro tra fotografia e pittura: a partire da scatti digitali realizzati personalmente, interviene successivamente con acrilici, pastelli e foglia d’oro. La campagna romagnola e gli argini dei fiumi sono tra i soggetti ricorrenti della sua ricerca, insieme a una poetica della metamorfosi che trova espressione nello studio di elementi organici in trasformazione, come foglie e rami. Pilò vive e lavora nel proprio studio di Imola.

Per visitare la mostra, la Sala Mostra “Mario Bertozzi” è aperta il venerdì, sabato e domenica dalle 15.30 alle 18.30. Il Museo Archeologico di Forlimpopoli (MAF) è invece aperto il martedì, mercoledì e giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e il venerdì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. La mostra è patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Forlimpopoli e realizzata con il sostegno della Casa Museo Mario Bertozzi e di CARP Associazione di Promozione Sociale.


Redazione Diogene

mercoledì 16 settembre 2026

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