Diogene Annunci Economici

Cosa cerchi?

Primo Piano - Diogene Annunci Economici Forlì

Quando i genitori diventano amici dei propri figli

Quando i genitori diventano amici dei propri figli

Educare un figlio oggi sembra diventato sempre più difficile. Non perché gli adolescenti siano necessariamente più difficili di quelli di ieri, ma perché anche il ruolo del genitore è profondamente cambiato.

Molti genitori hanno paura di essere troppo severi, di creare distanza, di non essere abbastanza comprensivi. E così, nel tentativo di costruire un rapporto basato sul dialogo e sulla fiducia, rischiano a volte di trasformarsi nei migliori amici dei propri figli. Ma un adolescente non ha bisogno di un altro amico.

Ha bisogno di un adulto. Ha bisogno di qualcuno che sappia ascoltarlo, accogliere la sua rabbia, comprendere i suoi bisogni, ma anche mettere dei confini. Perché dire “no” non significa non amare.

E soprattutto, non significa essere un cattivo genitore. Un adolescente può arrabbiarsi perché non può uscire, perché deve rispettare un orario, perché non gli viene comprato ciò che desidera. Può dire “non mi capisci”, “sei l’unico genitore che mi vieta questa cosa”, persino “ti odio”.

E il genitore può sopravvivere a tutto questo.

Perché crescere significa anche imparare a tollerare la frustrazione, ad accettare un limite, a comprendere che non tutto ciò che desideriamo può essere immediatamente ottenuto. Il compito del genitore non è evitare ogni sofferenza al proprio figlio, ma aiutarlo a sviluppare gli strumenti per affrontarla. Essere amici significa spesso cercare approvazione, condivisione, complicità. Essere genitori significa invece avere una responsabilità diversa.

Significa poter dire:

“Capisco che tu sia arrabbiato con me. Puoi anche non essere d’accordo. Ma questa regola rimane.”

È una frase difficile, soprattutto quando vorremmo vedere nostro figlio felice.

Ma educare non significa essere amati sempre.

A volte significa essere quel genitore che dispiace, ma che protegge.

E c’è un’altra confusione da evitare: il figlio non può diventare il confidente del genitore. Può sapere che mamma o papà hanno delle fragilità, ma non deve sentirsi responsabile del loro equilibrio emotivo. Non deve diventare il terapeuta, il mediatore o il consolatore della famiglia.

Un figlio ha bisogno di sentirsi libero di crescere sapendo che, dietro di lui, c’è un adulto capace di reggere anche le sue tempeste.

Forse essere genitori oggi significa proprio questo: non avere paura di perdere l’approvazione dei propri figli per non perdere il proprio ruolo. Perché un adolescente non ha bisogno di genitori perfetti. Ha bisogno di genitori presenti, capaci di ascoltare, di sbagliare, di chiedere scusa e, quando serve, anche di dire no.

Perché amare un figlio non significa rendergli la vita sempre facile. Significa prepararlo alla vita.

Dott.ssa Giorgia Reggiani- Psicologa Clinica Iscritta Albo Psicologi Emilia Romagna. Specializzata in Mediazione Famigliare e di coppia. Tel. 346/8543703


Giorgia Reggiani

venerdì 2 ottobre 2026