Analisi dei dati ISTAT-ACI
Incidenti stradali 2025: calano le vittime, ma l’Italia resta lontana dagli obiettivi UE.
“Serve un Piano Marshall dei controlli: bambini e utenti vulnerabili ancora troppo esposti” #Perizia Incidenti
I dati ISTAT-ACI sugli incidenti stradali nel 2025 mostrano un quadro solo parzialmente positivo. Il calo del 5,3% dei decessi rispetto al 2024 – con le vittime che scendono a 2.868, per la prima volta sotto quota 3.000 dal 2021 – è certamente un segnale incoraggiante. Ma il resto dei numeri racconta una realtà ben diversa: incidenti e feriti aumentano (rispettivamente +2,2% e +1,7%) e l’Italia si allontana ulteriormente dal traguardo europeo del -50% entro il 2030. Dal 2019 al 2025 la riduzione delle vittime è infatti solo del -9,6%, contro una traiettoria che richiederebbe un calo medio annuo del 6,1%.
Come ricorda l’ISTAT nel documento ufficiale: «La diminuzione delle vittime rispetto al 2019 si attesta al 9,6%, un valore significativamente inferiore alla traiettoria necessaria per conseguire l’obiettivo di dimezzamento entro il 2030». Bambini e utenti vulnerabili: emergenza costante. Il dato più preoccupante riguarda i più piccoli: 33 vittime tra 0 e 14 anni, in aumento rispetto alle 29 del 2024. E l’Osservatorio ASAPS ha già registrato il preoccupante decesso di 26 bambini in questa prima parte dell’anno.
ASAPS – con l’Osservatorio Pedoni – ha registrato 434 decessi di pedoni, contro i 419 del dato ufficiale (e siamo già a 214 incidenti fatali nel 2026). La differenza è dovuta al fatto che ASAPS considera anche i decessi avvenuti oltre il 30° giorno, che riteniamo comunque senza dubbio vittime della strada. Crescono inoltre le vittime tra ciclisti (+20%), utilizzatori di biciclette elettriche (+50%), monopattini (+8,7%) e autocarri (+13,7%). Gli utenti vulnerabili rappresentano oltre il 53% dei morti. Incidenti in aumento e grandi città in controtendenza. Nonostante gli investimenti dei Comuni e l’impegno straordinario delle Polizie Locali, nelle grandi città i decessi aumentano leggermente (+0,9%), contro il calo nazionale. @Webinarsicurezza stradale
Il documento ISTAT-ACI conferma: «Nel 2025 il numero delle vittime nei Grandi Comuni è stato pari a 348, in aumento rispetto al 2024». Controlli insufficienti: l’Italia arretra mentre altri Paesi accelerano. ASAPS ribadisce che la riduzione della mortalità non può basarsi solo su campagne di sensibilizzazione o innovazioni tecnologiche. Servono controlli reali, costanti, capillari. Mentre Germania e Francia stanno potenziando i controlli con autovelox e presidi di polizia sulle strade più rischiose, in Italia negli ultimi anni sono stati chiusi decine di Distaccamenti della Polizia Stradale, proprio quelli situati sulle arterie più pericolose: statali e provinciali, dove l’indice di mortalità è più elevato. Serve lo ripetiamo un “Piano Marshall” per la sicurezza stradale. ASAPS propone da tempo un intervento straordinario articolato su quattro assi: controlli – assunzioni straordinarie, pattuglie sulle strade di giorno e di notte, verifiche a tappeto su veicoli e conducenti. Monitoraggio giornaliero – un sistema nazionale con dati in tempo reale da tutte le forze di polizia, perché i numeri ufficiali arrivano troppo tardi. Formazione ed educazione stradale – a partire dalle scuole, con programmi obbligatori e continui. Infrastrutture e segnaletica verticale e orizzontale più sicure – manutenzione, messa in sicurezza dei punti critici, corsie dedicate agli utenti vulnerabili. Distrazione e velocità: le prime cause. La distrazione alla guida resta la prima causa di incidente (15,1%), seguita dal mancato rispetto della precedenza (12,6%) e dalla velocità eccessiva (7,8%). Secondo ASAPS voce questa ampiamente sottostimata.
Il costo sociale degli incidenti è enorme e non fa più notizia. Per quelli con lesioni supera 18 miliardi di euro, che diventano 22,6 miliardi includendo i sinistri con soli danni alle cose. Quasi l’1% del PIL. La posizione di ASAPS: I dati mostrano che non possiamo accontentarci dell’ancora modesto calo dei decessi. Crescono incidenti, feriti, vittime tra bambini e utenti vulnerabili. Il percorso è ancora lungo e deve basarsi su formazione, infrastrutture sicure e una presenza moltiplicata delle pattuglie sulle strade. Oggi è evidente la carestia di controlli in presenza e l’incertezza dei controlli a distanza, dalla velocità (dubitiamo che il ring dei ricorsi sistematici sia smantellato anche dopo la nuova direttiva sulle omologazioni) alla distrazione da smartphone. ASAPS continuerà a monitorare ogni giorno, con i propri osservatori, ciò che accade sulle strade italiane.» @Webinarsicurezza stradal
Articolo tratto dal Il Centauro rivista ufficiale Asaps
Giordano Biserni
giovedì 15 ottobre 2026