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Sabato 7 novembre 2026 ore 21

LAURA CURINO FRANCESCO GARGIULO Dialoghi con mia madre

Sabato 7 novembre 2026 ore 21

di Santiago Carlos Oves – versione teatrale di Jordi Galceran
traduzione di Pino Tierno e Valentina Ghiglia
scene di Lucio Diana – costumi di Agostino Porchietto

regia di Beppe Rosso

DIALOGHI CON MIA MADRE è uno spettacolo che, con gli strumenti della commedia contemporanea, affronta uno dei temi più urgenti e trasversali della moderna società europea: il rapporto tra le generazioni e la gestione della vecchiaia all’interno della famiglia.

Un testo nato per il pluripremiato film argentino, scritto e diretto nel 2004 da Santiago Carlos Oves e successivamente tradotto per il palcoscenico dal drammaturgo catalano Jordi Galceran, che, con la sua scrittura profonda e ironica, ha costruito un’opera capace di coniugare profondità emotiva e costruzione narrativa con leggerezza e ironia.

Beppe Rosso dirige Laura Curino e Francesco Gargiulo in un nuovo allestimento del testo, coprodotto da A.M.A. Factory ETS, Accademia Perduta/Romagna Teatri e Il Contato del Canavese e tradotto da Pino Tierno e Valentina Ghiglia, che andrà in scena al Teatro Piccolo di Forlì sabato 7 novembre alle ore 21.

Con la Stagione 2026/27 tornano anche gli appuntamenti con «Teatro e Gusto»: nel pomeriggio di sabato 7 novembre, alle ore 18, presso il Circolo Ricreativo Casa del Lavoratore di Bussecchio, adiacente al Teatro Piccolo, Laura Curino e Francesco Gargiulo incontreranno il pubblico per presentare lo spettacolo e approfondirne le tematiche. Al termine dell’incontro verrà servita una piccola cena al prezzo convenzionato di 12 euro.

Per prenotazioni: 0543 64300 – promozione@accademiaperduta.it.

Sinossi

Al centro della vicenda vi è il confronto tra una madre anziana e il figlio cinquantenne, improvvisamente costretto a ridefinire il proprio ruolo familiare tra responsabilità economiche, senso di colpa, fragilità affettive e necessità pratiche. L’equilibrio, già precario, viene ulteriormente destabilizzato quando la madre rivendica con forza il proprio diritto alla libertà, all’autonomia e persino all’amore.

La scrittura alterna leggerezza e tensione drammatica, costruendo un continuo gioco di ribaltamenti che coinvolgono lo spettatore sul piano emotivo e umano. Piccoli e grandi drammi vengono affrontati con un linguaggio profondo e leggero, capace di far sorridere e ridere di fronte alle situazioni imprevedibili che si vengono a creare.

Tematiche

Il progetto si inserisce in una riflessione contemporanea sull’invecchiamento della popolazione e sulle trasformazioni della struttura familiare.

La domanda implicita che attraversa l’intera pièce riguarda il «dove mettere» la persona anziana in una società sempre più veloce, individualista e fragile dal punto di vista relazionale ed economico.

La vicenda mette in luce questioni profondamente attuali e tangibili, come le difficoltà nel conciliare il lavoro con la cura in ambito familiare, il ruolo del caregiver, l’impatto economico della gestione delle persone anziane all’interno del nucleo familiare, il ribaltamento dei ruoli nel rapporto genitori-figli e il conflitto tra affetto e senso del dovere. Affronta inoltre il diritto delle persone anziane a essere considerate ancora parte della società anche quando viene meno la loro funzione produttiva, ponendo l’attenzione sui loro desideri e sulla possibilità di continuare a progettare il futuro.

Attraverso il linguaggio della commedia, il testo rende accessibili temi complessi e universali, offrendo al pubblico occasioni di riconoscimento, riflessione e partecipazione emotiva.

Regia

La regia di Beppe Rosso valorizza la natura dinamica e cinematografica della drammaturgia, costruita su dialoghi serrati, tensioni improvvise e continui svelamenti.

Elemento centrale della messinscena è la presenza «invisibile» degli altri personaggi evocati nel testo – la moglie, i figli, il nuovo compagno della madre – figure che, pur non apparendo fisicamente, agiscono costantemente sulle dinamiche sceniche, come presenze ingombranti e determinanti.

Il gruppo artistico

Dialoghi con mia madre riunisce artisti provenienti da esperienze significative del teatro contemporaneo italiano. L’incontro tra Laura Curino e Beppe Rosso rappresenta anche il ritrovarsi di un percorso comune, nato nell’esperienza storica di Laboratorio Teatro Settimo, realtà che ha profondamente segnato il teatro italiano.

L’apporto scenografico di Lucio Diana costruisce un ambiente visivo capace di sostenere il ritmo della commedia e la dimensione simbolica della vicenda, mentre i costumi di Agostino Porchietto accompagnano il lavoro di definizione psicologica dei personaggi attraverso una chiave sobria e contemporanea.

BIGLIETTI

Prevendite diurne presso la biglietteria del Teatro Diego Fabbri (Corso Diaz 38/1), dal martedì al sabato, dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16 alle 18 (festivi esclusi).

Prenotazioni telefoniche al numero 0543 26355, negli stessi giorni, dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 16 alle 18. Biglietti online su Vivaticket.

Prezzo: 10 euro (settore unico), più 1 euro di diritto di prevendita per i biglietti acquistati o prenotati in prevendita. Sui biglietti acquistati online sarà applicata una maggiorazione da parte del fornitore del servizio (Vivaticket).

Biglietteria serale presso il Teatro Piccolo, a partire dalle ore 20.

Info: 0543 26355 – 0543 64300 – www.accademiaperduta.it


Redazione Diogene

mercoledì 28 ottobre 2026

ARGOMENTI:     forli teatro