Nuove rotte Ryanair da Forlì, Rimini e Parma: cambia la mappa dei cieli emiliano-romagnoli
La Regione difende la strategia, ma a Bologna si teme per il lavoro
L’estate porterà una piccola rivoluzione nei cieli dell’Emilia-Romagna. La compagnia Ryanair ha annunciato un rafforzamento delle operazioni sugli aeroporti di Parma, Rimini e Forlì, con nove nuovi collegamenti che puntano a redistribuire parte del traffico oggi concentrato su Bologna.
L’intervento arriva dopo la cancellazione dell’addizionale comunale per gli scali sotto i 700mila passeggeri annui, misura che ha reso più appetibili le basi minori. Secondo le stime, l’operazione potrebbe generare oltre 660mila passeggeri all’anno e sostenere circa 370 posti di lavoro diretti e indiretti.
Nel dettaglio, Parma aggiunge collegamenti verso Tirana, Reggio Calabria e Londra Stansted; Rimini amplia l’offerta con Breslavia, Manchester, Colonia e Catania; Forlì consolida le rotte per Cagliari e Londra Stansted. A regime, i tre aeroporti arriveranno a contare una ventina di destinazioni complessive, con un incremento di oltre 250mila posti disponibili.
Se nei territori coinvolti prevale l’entusiasmo, a Bologna il clima è più prudente. L’obiettivo dichiarato è alleggerire la pressione sul Aeroporto di Bologna, oggi alle prese con cantieri di riqualificazione e numeri elevati di traffico. Tuttavia, da Palazzo d’Accursio emergono timori per possibili effetti sull’occupazione legata allo scalo felsineo.
L’assessore comunale ai Trasporti Michele Campaniello ha espresso la necessità di monitorare con attenzione l’impatto della redistribuzione dei voli, pur riconoscendo la logica di un coordinamento regionale.
Di diverso avviso il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che rivendica la scelta come parte di una strategia complessiva: valorizzare anche gli aeroporti minori per rafforzare l’intero sistema e renderlo più competitivo in un mercato globale. Nessuna promessa di “soluzioni miracolose”, ma un percorso strutturato per integrare i quattro scali regionali, ciascuno con una propria vocazione.
Dalla compagnia aerea, l’amministratore delegato Eddie Wilson ha sottolineato come l’eliminazione della tassa abbia inciso in modo determinante sulla decisione di investire negli aeroporti più piccoli, con benefici attesi in termini di connettività e flussi turistici durante tutto l’anno.
Anche le assessore regionali al Turismo e alle Infrastrutture, Roberta Frisoni e Irene Priolo, leggono l’operazione come un’opportunità per attrarre visitatori interessati non solo alle città d’arte, ma anche a cammini, ciclovie e itinerari slow.
La partita, però, resta delicata: trovare un equilibrio tra crescita diffusa e tutela dell’occupazione nel principale hub regionale sarà la vera sfida dei prossimi mesi.
Emanuele Bandini
venerdì 27 febbraio 2026