All’aeroporto di Forlì si cambia musica — o meglio, si cambia quota. Dopo mesi di aggiustamenti, prove generali e qualche frenata imprevista, lo scalo romagnolo decide di rimettere i piedi per terra… per poi puntare di nuovo al cielo. La parola d’ordine? Meno improvvisazione, più solidità. E soprattutto: lasciare volare chi lo sa fare davvero.