Ryanair e le promesse in volo…
Nuove rotte a Rimini e Forlì, ma resta da chiedersi chi davvero ci guadagna
L’aria degli aeroporti minori dell’Emilia-Romagna si riempie di annunci e proclami: Ryanair promette nuove rotte a Forlì, Parma e Rimini, salutando con entusiasmo l’abolizione dell’addizionale municipale introdotta a gennaio 2026. Ma tra gli slogan e i voli low cost, resta un dubbio: il beneficio sarà davvero per i cittadini o soltanto per le casse della compagnia?
In una nota ufficiale, il Chief Commercial Officer di Ryanair, Jason McGuinness, assicura che l’eliminazione della tassa porterà “più turismo, più posti di lavoro e una crescita economica per la Regione”. La compagnia fa riferimento a precedenti esperienze in Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia, dove l’abolizione di oneri locali ha coinciso con l’apertura di nuove basi e l’arrivo di migliaia di posti di lavoro.
Per Forlì e Rimini, Ryanair annuncia un “numero ancora maggiore di posti a basso costo” e nuove rotte, senza però specificare quali destinazioni verranno realmente attivate né quante saranno le frequenze settimanali. Una strategia che da un lato può stimolare il turismo, dall’altro rischia di concentrare i benefici in pochi operatori, mentre le comunità locali sostengono costi infrastrutturali e ambientali non indifferenti.
Se da un lato gli aeroporti minori si preparano a ospitare più voli e più aerei, dall’altro restano sullo sfondo domande scomode: chi davvero utilizzerà questi collegamenti? I residenti, le aziende locali o solo i turisti di passaggio? E soprattutto, le promesse di lavoro a lungo termine reggeranno alla prova dei fatti, o saranno soltanto una boccata di marketing stagionale?
In attesa di conoscere i dettagli operativi, la Romagna si trova ancora una volta a guardare al cielo con speranza e scetticismo, tra voli low cost e promesse altissime, mentre il vero decollo economico locale resta tutto da verificare.
Emanuele Bandini
venerdì 9 gennaio 2026