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Forlì cambia rotta: Ryanair conferma il tris d’assi per l’estate

Tra addii strategici, qualche rinuncia dolorosa e nuove conferme, lo scalo “Ridolfi” si rimette in carreggiata puntando tutto su efficienza e voli che

Forlì cambia rotta: Ryanair conferma il tris d’assi per l’estate

All’aeroporto di Forlì si cambia musica — o meglio, si cambia quota. Dopo mesi di aggiustamenti, prove generali e qualche frenata imprevista, lo scalo romagnolo decide di rimettere i piedi per terra… per poi puntare di nuovo al cielo. La parola d’ordine? Meno improvvisazione, più solidità. E soprattutto: lasciare volare chi lo sa fare davvero.

La stagione delle sperimentazioni è ufficialmente archiviata. Il progetto interno “Go To Fly” — nato nel periodo post-Covid per tenere vivo lo scalo quando i vettori latitavano — viene messo in soffitta. Una scelta chiara, quasi filosofica: lo scalo torna a concentrarsi sulla sua vera missione, cioè infrastrutture, servizi e puntualità, lasciando il traffico aereo alle compagnie. In sintesi: ognuno fa il suo mestiere. E l’aeroporto torna a fare… l’aeroporto.

Non tutte le notizie sono però a cielo sereno. Il collegamento con Lampedusa previsto per l’estate non vedrà la luce: la compagnia HelloFly ha infatti fatto marcia indietro. Le motivazioni? Un mix poco romantico di costi del carburante e tensioni internazionali che hanno reso il quadro commerciale meno appetibile. Risultato: niente voli diretti per l’isola, almeno per ora. Ma nel mondo dell’aviazione, si sa, le rotte possono sempre cambiare idea.

Se qualcuno teme un ridimensionamento, arriva subito la risposta: Ryanair è ancora ben salda al centro del progetto. Per l’estate 2026 restano confermate tre destinazioni chiave, con una logica semplice ma efficace: riempire gli aerei e far viaggiare il territorio.

Palermo → tre frequenze settimanali

Cagliari → tre voli a settimana

London (Stansted) → due collegamenti settimanali

In particolare, il volo su London Stansted Airport continua a essere una piccola macchina da turismo e business: partenze cadenzate, tempi stretti e una macchina organizzativa che gira come un orologio. Uno dei motivi del feeling con Ryanair è quasi “sportivo”: a Forlì si lavora in modalità pit stop. 25 minuti tra atterraggio e ripartenza. Roba da Formula 1 dell’aria. Un modello che piace alla compagnia irlandese e che tiene lo scalo competitivo in un mercato dove ogni minuto vale oro. Resta attivo anche il collegamento con Tbilisi, operato da Georgian Airways, una rotta che guarda a Est e che potrebbe aprire scenari interessanti per il turismo incoming. Peccato che, per ora, il mercato non decolli come sperato. Troppi fattori frenano la crescita: domanda instabile e concorrenza agguerrita. E sul “duello” con Rimini, la linea è sorprendentemente pacata: nessuna guerra tra aeroporti, solo percorsi diversi. Il vero obiettivo del Ridolfi è diventare uno scalo affidabile, rapido e soprattutto efficiente. Dai controlli ai bagagli, fino ai nuovi sistemi di gestione passaporti per le tratte extra-Schengen, l’idea è semplice: far viaggiare meglio, non solo di più. Insomma, lo scalo di Forlì non sogna più in grande in modo caotico: sogna meglio, con più ordine e meno rumore. E mentre alcune rotte si spengono e altre si consolidano, una cosa resta chiara: il cielo sopra la Romagna non è affollato come prima, ma è decisamente più consapevole. E forse, anche un po’ più promettente.

 


Emanuele Bandini

mercoledì 8 aprile 2026