Forlì apre i suoi segreti: torna Zardin 2026
Il 16 e 17 maggio il centro storico si svela: giardini privati diventano spazi pubblici tra musica, incontri e sorprese diffuse
A Forlì non si entra solo per caso, in quel weekend di metà maggio 2026: si entra perché qualcuno ha deciso di aprire.
Torna infatti Zardin, il festival dei giardini segreti che il 16 e 17 maggio trasforma il centro storico in una specie di labirinto gentile fatto di portoni socchiusi, cortili nascosti e spazi che di solito non si vedono mai. Un’idea semplice, quasi disarmante nella sua immediatezza: aprire ciò che è chiuso, senza effetti speciali, solo con la voglia di condividere.
Il principio è sempre lo stesso fin dalla prima edizione: non costruire qualcosa di nuovo, ma far emergere ciò che già esiste e normalmente resta invisibile. Case private, giardini interni, angoli dimenticati diventano per due giorni luoghi pubblici, attraversabili, vivi. E soprattutto abitati da persone che scelgono di accogliere sconosciuti come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Dietro questo meccanismo c’è un lavoro collettivo che negli anni ha creato una rete piuttosto unica: proprietari che aprono i propri spazi, volontari che li rendono accessibili, associazioni e cittadini che costruiscono un festival che non somiglia a un festival tradizionale, ma piuttosto a una città che decide di raccontarsi da sola.
L’edizione 2026 è organizzata insieme all’associazione Associazione Pensiero e Azione, realtà attiva da anni nella promozione culturale e nei percorsi educativi. Il progetto è sostenuto da istituzioni locali come Comune e Provincia, ma anche da una rete di sponsor e attività del territorio che contribuiscono a renderlo possibile, insieme agli oltre cento volontari che ogni anno tengono in piedi la macchina organizzativa.
Tra i protagonisti del sostegno economico ci sono realtà come Conad, insieme ad altre aziende e attività locali che hanno scelto di legarsi a un’idea di cultura diffusa e partecipata.
Ma Zardin non si limita a “occupare” gli spazi: li reinventa. Per due giorni i giardini diventano piccoli palcoscenici sparsi, dove succede un po’ di tutto. Musica, letture, mostre, laboratori, performance, incontri e attività per bambini si intrecciano senza una gerarchia rigida, come se la città stessa improvvisasse un programma.
Tra le novità più attese c’è la Caccia ai Zar-dini, pensata per i più piccoli: un percorso gratuito che trasforma il festival in una sorta di caccia al tesoro urbana, portando le famiglie da un giardino all’altro. Un modo per guardare la città con occhi diversi, più bassi e più curiosi.
Un’altra iniziativa che racconta bene lo spirito dell’edizione 2026 è Semina con Conad: tremila semi distribuiti ai visitatori come gesto simbolico ma anche concreto, quasi a dire che quello che nasce durante il festival può continuare a crescere anche dopo.
E poi c’è l’allargamento degli spazi: per la prima volta entra nel percorso anche Piazza delle Erbe, dove il progetto Il Vicinato delle Erbe, insieme a Coldiretti, porta una mostra-mercato floreale che trasforma la piazza in un giardino temporaneo.
Partecipare, come sempre, è semplice e accessibile: il biglietto costa 5 euro per la giornata singola e 8 euro per il weekend intero. L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 10 anni.
I biglietti si acquistano nelle giornate di festival presso Palazzo dell’Ex ECA, Corso Garibaldi 142, e presso il Comitato Quartiere Centro Storico, Corso Diaz 6, dalle 9:30 alle 12:45 e dalle 14:00 alle 18:00.
Contatti: zardinforli@gmail.com — Instagram: @zardin_forli — Facebook: @Zardin — www.zardin.it
E se il meteo non dovesse collaborare, il festival si prenderà semplicemente una pausa, in attesa di un’altra occasione. Perché Zardin, in fondo, non ha mai avuto fretta: lavora sul tempo lento delle relazioni, degli incontri casuali e delle porte che si aprono senza troppi rumori.
Emanuele Bandini
mercoledì 13 maggio 2026