“RINASCERE INSIEME” Romiti, tre anni dopo l’alluvione
Due giorni di eventi, musica, sport e memoria a Forlì per trasformare il dolore in una grande festa collettiva
Ci sono date che una città non cancella più. Per il quartiere Romiti di Forlì, il 16 maggio 2023 è una di quelle. Il giorno in cui l’acqua ha cambiato tutto: le strade, le case, le abitudini, perfino il modo di guardarsi negli occhi.
Tre anni dopo, però, il quartiere sceglie di non fermarsi alla ferita. Sceglie di fare qualcosa di molto più difficile: ritrovarsi. E farlo insieme.
Nasce così “Rinascere Insieme”, una due giorni che il 15 e 16 maggio trasformerà la zona dei Romiti in un enorme abbraccio collettivo fatto di memoria, musica, incontri, sport e comunità. Non una semplice commemorazione, ma una festa popolare piena di significato, costruita per ricordare ciò che è accaduto senza lasciare che il dolore abbia l’ultima parola.
Perché ai Romiti il fango non è stato soltanto distruzione. È stato anche il momento in cui un quartiere intero ha scoperto quanto fosse forte il legame tra le persone. Mani che spalavano insieme, volontari arrivati da ogni parte, famiglie che si aiutavano senza bisogno di chiedere nulla. In quei giorni il quartiere è diventato qualcosa di più di un luogo geografico: una comunità vera.
Ed è proprio da lì che parte oggi questa iniziativa. Dalla voglia di riempire di vita quelle stesse strade che avevano conosciuto il silenzio e la paura. Di riportare musica, voci, bambini che giocano e tavolate condivise dove prima c’erano acqua e fango.
Uno dei momenti più simbolici sarà la riapertura ufficiale della Sala Polifunzionale di via Locchi, profondamente danneggiata durante l’alluvione e oggi restituita al quartiere dopo i lavori di riqualificazione. La struttura verrà intitolata a Giovanni Milanesi, diventando ancora di più un punto di riferimento per la socialità e la vita della zona. La cerimonia si svolgerà sabato mattina alla presenza delle autorità civili e religiose.
Il programma, distribuito tra via Locchi e via Martiri delle Foibe, mescola emozione e leggerezza con una naturalezza quasi romagnola. Si parte venerdì pomeriggio con la mostra del fotoreporter forlivese Cristiano Frasca, “Con i piedi nel fango”, un racconto visivo che riporta ai giorni più duri dell’emergenza attraverso immagini intime e potenti, lontane dalla cronaca urlata.
Contemporaneamente apriranno gli stand gastronomici, perché in Romagna anche la memoria passa inevitabilmente dalla tavola. E la sera spazio alla musica e alle testimonianze del duo dei The Sun, in un appuntamento pensato soprattutto per i più giovani.
Sabato il quartiere entrerà nel cuore della commemorazione. Dopo la funzione religiosa in memoria delle vittime dell’alluvione e la cerimonia istituzionale, inizierà una lunga festa comunitaria fatta di mercatini, laboratori per bambini, animazione, balli romagnoli, spettacoli e concerti.
Tra i protagonisti del weekend ci sarà anche il GREEN CITY TRAIL, la corsa-camminata organizzata da Forlì Trail ASD insieme a Pancrea ODV. Un evento sportivo aperto a tutti, dai runner ai semplici camminatori, con percorsi lungo l’argine del fiume Montone. Un modo per attraversare quei luoghi con uno spirito completamente diverso rispetto a tre anni fa.
La manifestazione avrà anche una forte anima solidale: parte del ricavato sarà destinato a progetti di supporto per pazienti affetti da tumore al pancreas, confermando il desiderio di trasformare il ricordo in qualcosa di utile e concreto per gli altri.
Nel corso della giornata non mancheranno momenti più leggeri e popolari: il gelato della Cremeria Gelateria, i dolci, i laboratori creativi, gli spettacoli per famiglie e il concerto finale dei Fuori Servizio che chiuderà simbolicamente la festa.
Dietro “Rinascere Insieme” c’è una rete enorme di associazioni, volontari, realtà sociali e cittadini. Dal Comitato di Quartiere 11 Romiti alle associazioni sportive, passando per scuole, gruppi di volontariato, protezione civile e organizzazioni del territorio. Un mosaico umano che racconta forse la cosa più importante emersa dopo l’alluvione: nessuno si salva davvero da solo.
E allora questo anniversario non sarà soltanto un momento per ricordare ciò che è stato perso. Sarà soprattutto un modo per mostrare ciò che, nonostante tutto, è rimasto in piedi: la voglia di stare insieme, di aiutarsi e di continuare a credere che anche dalle ferite più profonde possa nascere qualcosa di nuovo.
Emanuele Bandini
giovedì 14 maggio 2026