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Dal 26 maggio al via il concorso di CreAzioni

Festival di teatro e scuola

Dal 26 maggio al via il concorso di CreAzioni

Dopo la prima settimana di eventi, CreAzioni - Festival di teatro e scuola Elisabetta Turroni continua la programmazione al Teatro Bonci di Cesena con i cinque spettacoli in concorso.

In apertura, martedì 26 maggio (ore 20.30), Angelina detta Lina dell’Istituto Pascal Comandini, con drammaturgia e regia della professoressa Gabriella Montemurro e costumi realizzati dal Dipartimento Moda della scuola.

Lo spettacolo ripercorre i dieci anni di battaglia politica e umana che portano nel 1958 alla Legge 75, attraverso la figura indomita e ostinata della Senatrice Lina Merlin. L’Italia del dopoguerra è un Paese che cerca di ricostruirsi e di andare avanti ma in tutto il suo territorio esiste ancora una realtà di schiavitù legalizzata. Il dibattito politico sulla legge che chiude le case di prostituzione si intreccia con le voci delle donne che le abitano. Attraverso le loro lettere alla Senatrice il pubblico entra nell'intimità di vite profondamente segnate dallo sfruttamento, scoprendo i volti e le speranze di chi, per la prima volta, trova in una "madre della Repubblica" qualcuno disposto ad ascoltare.

Tra tende pesanti che evocano le case chiuse e una fontana simbolo dello spazio pubblico, lo spettacolo costruisce un racconto intenso di diritti, vergogna e riscatto, per raccontare ai giovanissimi una tappa fondamentale del progresso morale e civile del nostro Paese.

2260 Anesectic Comedy: White is Dark, Dark is White è il titolo presentato dal Liceo Linguistico Alpi (in collaborazione con la compagnia Mercanti di Sogni) mercoledì 27 maggio (ore 20.30). Il gruppo è guidato dalle docenti esterne Donatella Missirini e Raffaella Sintoni, che da diversi anni conducono nell’istituto un laboratorio plurilingue e curano la regia dell’allestimento.

Siamo in un mondo distopico dove tutto è rigidamente regolato da logica, disciplina e controllo mentre le emozioni e la creatività sono punite come minacce. A diciotto anni ogni individuo deve affrontare un test per essere assegnato a una casta sociale: chi non lo supera diventa un Loser ed è espulso dalla White Zone alla misteriosa Dark Zone. Ma oltre la propaganda affiora un altro mondo possibile: e se la Dark Zone non fosse il luogo desolato raccontato dalle Autorità?

Nato da due domande poste al cast (Cosa detesti di questa società? Cosa invece ti rende felice?), lo spettacolo indaga le paure e il desiderio di appartenenza degli adolescenti. Il titolo ha un doppio significato: richiama la parola Cesena letta al contrario e evoca, per assonanza, il processo di anestetizzazione emotiva imposto ai giovani al momento dell’ingresso nelle caste.

Giovedì 28 maggio (20:30) è in scena Scrivere il palcoscenico del Liceo Classico Monti.

Il lavoro, sviluppato dalla regista Sabina Spazzoli del gruppo teatrale Malocchi e Profumi, che dirige il laboratorio del Liceo Monti in parallelo con quello all’interno della Casa Circondariale di Forlì, si inserisce nel progetto triennale 2025-2027 del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna. Le docenti Daniela Romanelli e Letizia Bisacchi organizzano le attività e collaborano con la regista alla drammaturgia originale, insieme a studentesse e studenti.

Scrivere il palcoscenico è un’appassionata dichiarazione d’amore per il Teatro, ispirata dal saggio Il teatro e il suo doppio e dalla raccolta Vivere è superare sé stessi. Lettere a Jean-Louis Barrault 1935-1945 di Antonin Artaud

Un aldilà abitato da artisti che si scrivono lettere recapitate da bizzarri angeli-postini, la quotidianità di una compagnia scolastica alle prese con Shakespeare e un mondo teatrale popolato da personaggi dei grandi classici della drammaturgia di tutti i tempi (dalla tragedia greca a Goldoni, da Pirandello a Wedekind, da De Filippo a Bergman e Sarah Kane): con un viaggio metateatrale tra passato e presente, i giovani performer attraversano tre dimensioni spaziotemporali in cui dialogano linguaggi, identità e visioni del mondo, esplorando il confine tra realtà e rappresentazione. Per interrogarsi su cosa significa fare teatro oggi.

Venerdì 29 maggio (ore 20.30) è la volta del gruppo teatrale del Liceo Scientifico Righi, guidato dai professori Anna Teresa Vitariello e Marcello Brondi, con Cinque piani. Collaborano con i docenti registi gli ex studenti Alessio Trivigno, Ginevra Gentili, Giuseppe Bucca e Daela Hasa.

Il testo originale è nato dal laboratorio: prendendo spunto dai caratteri di personaggi creati per l’occasione e definiti anche attraverso un lavoro di improvvisazione, è emerso un affresco della società attraversata dalle tensioni più attuali.

Un condominio, cinque piani, cinque appartamenti: cinque mondi per molti aspetti diversi, indipendenti, ognuno con i suoi piccoli, grandi problemi. Ma in realtà i cinque microcosmi non sono divisi in compartimenti stagni, i casi della vita e gli eventi più o meno imprevisti li mettono in contatto generando piccoli cortocircuiti. Come reagiscono i protagonisti?

Il condominio diventa uno specchio dell’età adolescente e del vivere comune, che mette a fuoco fragilità, conflitti e difficoltà di comunicazione dentro le famiglie e tra generazioni.

Chiude il concorso sabato 30 maggio, alle ore 20.00, Bird of prey. Concerto per i rapaci dell’Istituto Versari Macrelli: diretto dal regista e autore cesenate Giacomo Garaffoni (che cura anche scene, luci e costumi) e con le musiche originali di Filippo Aletti, Gloria Galassi (docente responsabile del progetto scolastico) e Bianca Zontea, lo spettacolo cerca di fotografare una condizione irripetibile della vita, quella dell’adolescenza.

Non sappiamo esattamente cosa sia successo. Una enorme tragedia ha colpito una giovane comunità, come un fulmine che si abbatte sul terreno, un incendio, uno sparo, la fine di un amore. Bird of prey comincia il “giorno dopo” lo schianto, ed è la storia di chi si è salvato, del trauma e del desiderio di andare avanti.

Un gruppo di ragazze e ragazzi attraversano il lutto, la rabbia, la paura e decidono di volare via, dal mondo in fiamme che stanno ereditando e che a loro sembra incomprensibile. Come rapaci che attraversano un paesaggio, sono chiamati dal dispositivo teatrale a vedere il mondo dall’alto, immaginandolo come se fosse loro, e a condividere con chi guarda la vertigine, la loro forma che cambia senza sosta, dove fragilità e coraggio convivono.

Un lavoro in cui l’adolescenza appare per quella che è: un’età esposta, inquieta, potentissima, in bilico tra ferita e crescita.

A seguire, suona la Big Band del Liceo Musicale Lucio Dalla di Bologna, diretta dal sassofonista Marco Ferri, che cura anche gli arrangiamenti del repertorio: una formazione d’insieme che è parte integrante del percorso formativo del liceo e offre a studentesse e studenti l’opportunità di confrontarsi con la pratica orchestrale attraverso il repertorio jazz e swing, partecipando anche a concerti e iniziative pubblici. Attivo da tre anni, l’ensemble ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Primo Premio Assoluto al Concorso “Premio Alberghini”. Il progetto valorizza il lavoro collettivo e l’ascolto reciproco fra i giovani strumentisti, puntando sulla pratica dell’improvvisazione musicale, fondamento del linguaggio jazzistico, come esperienza viva.

Il concerto si articola in due momenti: Saxin’ Rhythm, omaggio alla tradizione swing con la sezione dei sassofoni, pianoforte, contrabbasso e batteria che eseguono brani di Duke Ellington, Benny Carter e Count Basie, e una seconda parte in cui interviene anche la sezione trombe con pezzi come Hunting Wabbits di Gordon Goodwin, Big P di Jimmy Heath, Blue Moon nella versione Sinatra/ Basie e un arrangiamento della popolare canzone Bye Bye Blackbird.

Al termine, la Premiazione dello spettacolo vincitore, scelto da dieci studentesse e studenti degli istituti superiori di Cesena guidati da Michele Di Giacomo (nell’ambito del percorso PCTO di formazione dello sguardo sulle arti sceniche), affiancati dagli assessori Camillo Acerbi e Maria Elena Baredi, da Franco Pollini, dalla docente Lina Gallina dell’Istituto Garibaldi/ Da Vinci e da Silvia Sigalotti per ERT / Teatro Nazionale.

Giovedì 28, venerdì 29 e sabato 30 maggio (dalle ore 15 alle 18) nella Palestra Ex Gil il collettivo teatrale PoEM | Potenziali Evocati Multimediali conduce il laboratorio performativo Sguardi aperti, per condividere con ragazzi e ragazze dai 14 ai 20 anni un’idea di teatro che nutre la comunità.

PoEM è nato nel 2021 da una classe della Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino formata sotto la direzione del regista Gabriele Vacis, che alla fondazione si è unito al gruppo insieme al suo storico collaboratore Roberto Tarasco. Attraverso spettacoli, seminari e performance, questa realtà diffonde la formazione teatrale oltre lo spettacolo, nella convinzione che possa agire profondamente sul tessuto sociale, come laboratorio di relazioni, inclusione e trasformazione.

Al centro del lavoro c’è il metodo della Schiera, una pratica collettiva che accoglie esercizi da varie discipline, dallo yoga a tecniche teatrali, fisiche, vocali e di narrazione, come la psicotecnica di Konstantin Stanislavkij o il training di Jerzy Grotowski. Sperimentando questo metodo, basato su ascolto e consapevolezza reciproca, si allena la presenza, a se stessi, agli altri, al tempo e allo spazio.

Il laboratorio è aperto agli sguardi esterni: chiunque lo desideri può assistere come spettatore in qualsiasi momento.

Il Festival, in programma da martedì 19 maggio a mercoledì 3 giugno, è promosso da ERT / Teatro Nazionale e Comune di Cesena – Assessorato alla Cultura e Assessorato alla Scuola e ai servizi educativi, con il sostegno di BPER, Coop Alleanza 3.0, BCC Romagnolo e Romagna Iniziative.


Redazione Diogene

lunedì 25 maggio 2026

ARGOMENTI:     cesena eventi teatro teatro bonci