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Ollie, un ragazzo perbene

“Did I do enough?” Yes boy! You did.

Ollie, un ragazzo perbene

Di solito non scrivo. Mi limito a fare foto, le passo alla redazione e poi ci pensano i miei 5 giornalisti a realizzare gli articoli. A ognuno il suo compito. Spesso racconto loro le emozioni vissute agli eventi, i fatti che vedo coi miei occhi. Ma ho pur sempre una tessera O.N.d.G. e questa volta, invece di dare informazioni a chi è sicuramente più bravo di me, scrivo io. Perché quando si è in un paddock e ti capita di incontrare e parlare con un pilota di F1, giovane, umile, sveglio e preparato come Ollie, viene poi voglia di raccontare quello che si è vissuto.

Oliver Bearman, reserve Driver della Scuderia Ferrari, nato a Chelmsford, UK, l’8 maggio del 2005 è l’ospite d’eccezione del Ferrari Challenge round Mugello.  A Jeddah, durante il Gp d’Arabia Saudita, lo scorso 8 marzo è chiamato all’improvviso a sostituire Sainz,operato d’appendicite. Sulla SF-24 sfiora la Q3 per soli 36 millesimi.  Undicesimo in griglia ha compiuto un’impresa, considerando che non avuto minimamente tempo per prepararsi. Il box della Rossa grida al miracolo. Lui invece chiede scusa per non essersi qualificato nella Top10: merce rara il ragazzo.

Domenica, riesce a terminare la gara e addirittura a inerpicarsi fino in 7° posizione. E’ il pilota della giornata. Esce dall’abitacolo, dice di essere stremato fisicamente ma divertito. A causa della forza G, il suo poggiatesta di sinistra è piegato. Ha compiuto un’impresa e la gente lo sa. Al Mugello non si sottrae ai tifosi, non nega un autografo o un selfie, parla in italiano e risponde a tutti. Dopo avergli scattato alcune foto, lo saluto in inglese, lui mi risponde sempre in Italiano. Gli racconto di averlo già fotografo a Imola, il 23 luglio 2021 quando correva con il team VAR nel campionato Italiano F4.  Ollie sorride e mi racconta cosa farà nel pomeriggio al Ferrari Challenge. Arrivano due tifosi. Uno gli chiede: “Ollie, ti sei reso conto che ti è cambiata la vita?” Lui sorride e risponde: “A Jeddah no. Dopo che Fred ( Vasseur) mi ha chiamato, mi sono subito concentrato su quello che dovevo fare”. Fa capire che non c’era spazio per le emozioni. C’era solo un professionista che aveva un focus in testa: fare bene il suo lavoro. Svolgere al meglio il compito assegnato. Un compito molto difficile. Per le emozioni ci sarebbe stato tempo. “Solo dopo qualche giorno ho realizzato”. Tutti ridono. E’ atipico parlare con un pilota di F1 con i piedi così per terra,concreto e con la testa sulle spalle. Ollie ha solo 18 anni. Una carriera radiosa davanti: glielo auguro. Ci salutiamo. Lui incontrerà tanta gente e non potrà ricordarsi di un fotografo con cui ha scambiato due parole. Io invece si. Perché una ragazzo così genuino non si dimentica. Lo si incoraggia perché lo merita. Aun giornalista che lo intervistava al termine della gara di Jedda, si è sentito rispondere così:“Yes boy, you did”.

Good luck.

Mr Bearman.


Fabio Casadei

sabato 11 maggio 2024

ARGOMENTI:     f1 ferrari formula1 motorsport