Capitale della Cultura 2028: il derby romagnolo si ferma a un passo dal traguardo. Vince Ancona
Roma chiama, la Romagna risponde… ma stavolta il trofeo prende la strada delle Marche. È Ancona la nuova Capitale Italiana della Cultura 2028.
Ad annunciare il verdetto è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli: il dossier marchigiano ha convinto tutti, senza discussioni. Unanimità piena, applausi e un assegno da un milione di euro per trasformare i progetti in realtà. In gara c’erano dieci città, da nord a sud, tutte con ambizioni (legittime) e idee (più o meno brillanti). Ma alla fine, come nelle migliori finali, ne resta una sola.
Romagna: sconfitta? Non proprio
A caldo, la reazione da Forlì e Cesena è tutt’altro che depressa. Anzi: più che una bocciatura, sembra una specie di “arrivederci a presto”. I sindaci Gian Luca Zattini ed Enzo Lattuca, presenti alla cerimonia romana insieme agli altri finalisti, la prendono con filosofia — e con un pizzico di orgoglio.
Il tono è chiaro: sì, ci speravamo. Sì, ci dispiace. Ma il viaggio fatto insieme vale quasi quanto la meta. Tradotto: la vera vittoria è stata mettere d’accordo territori, idee, associazioni e cittadini. E, diciamolo, non è poco.
Zattini: “Abbiamo già vinto (in un altro modo)”
Il sindaco di Forlì non fa drammi. Parte dai complimenti ad Ancona e poi vira su un concetto semplice: abbiamo riscoperto quanto sia utile — e pure piacevole — lavorare insieme.
Il dossier presentato, spiega, non finirà in un cassetto. Dentro c’è una visione precisa del territorio, tra cultura, storia e innovazione. E qualche progetto è già pronto a partire. Uno su tutti: una grande mostra dedicata al Guercino, ospitata ai Musei San Domenico, con opere che dialogheranno tra loro per la prima volta in città.
E non finisce qui: ad aprile si aprono le visite ai Mosaici del Volo, all’ex Collegio Aeronautico. Un viaggio tra sogni, tecnologia e quella vecchia ossessione umana di staccarsi da terra e volare.
Insomma, per Zattini questa non è una caduta, ma una rincorsa.
Lattuca: “Zero rimpianti, si va avanti”
Sulla stessa lunghezza d’onda Enzo Lattuca. La delusione c’è, inutile negarlo. Ma niente rimpianti. Il progetto costruito in questi mesi resta, eccome.
Ottanta iniziative messe nero su bianco non spariscono con un annuncio ministeriale. Anzi: diventano una base concreta su cui continuare a lavorare. Cultura come motore di sviluppo, coesione e attrattività — parole che spesso si sentono nei convegni, ma qui sembrano avere una sostanza reale.
E attenzione: a maggio arriveranno nuovi annunci. Tre progetti, per la precisione, che vedranno la luce indipendentemente dal titolo mancato. Segno che la macchina, ormai, è partita.
Dietro le quinte (che contano)
C’è poi tutta la squadra che ha lavorato lontano dai riflettori: dal coordinamento di Francesca Bertoglio al contributo di Gianfranco Brunelli e del comitato scientifico, fino al team tecnico e agli uffici comunali. Un lavoro corale, come si dice in questi casi — ma qui senza troppa retorica.
Morale della favola?
Ancona festeggia, e fa bene. Forlì e Cesena tornano a casa senza coppa, ma con un progetto vivo, relazioni rafforzate e un’agenda piena.
E a volte — tra una candidatura persa e una città che si rimette in moto — non è affatto una sconfitta. È solo l’inizio della seconda puntata.
Emanuele Bandini
mercoledì 18 marzo 2026